Bombardier

Giornata della Memoria: la Shoah nelle scuole di Vado Ligure

Vado Ligure. Nei giorni scorsi, in occasione della giornata della Memoria, i ragazzi delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo “Peterlin” della cittadina vadese, accompagnati dai professori, si sono recati alla fabbrica “Bombardier” per celebrare il memoriale dell’Olocausto.

L’occasione è stato il momento conclusivo del progetto portato avanti dalle educatrici della Ludoteca comunale “Il Cappellaio Matto”, svoltosi in questi mesi nelle scuole della cittadina savonese. E il luogo non è stato scelto a caso. Un luogo significativo sia per Vado, scenario di rastrellamenti da parte dei tedeschi, sia perché la fabbrica si occupa di treni e idealmente di viaggi.

“Quello che abbiamo proposto ai ragazzi – commentano le educatrici di Progetto Città che gestisce il servizio di Ludoteca per il Comune – è stato un viaggio ‘all’ingiù’, per acquisire consapevolezza. Ogni storia, ha un punto di partenza e d’arrivo. Se la si legge in senso logico tutto scorre su binari che sembrano scontati ma se la si percorre al contrario si può capire che questa ‘partenza’ poteva essere evitata. Ogni tappa del viaggio che la Storia ha compiuto per fare arrivare tanti innocenti alle camere a gas, avrebbe potuto essere cambiata dall’intervento umano. Pochi allora ebbero la prontezza, la coscienza, il coraggio o l’incoscienza di disobbedire alle leggi, agli ordini. Quei pochi furono fondamentali, ma non sufficienti. Questo è il senso del ‘viaggio all’ingiù’ che oggi abbiamo idealmente compiuto con i ragazzi, perché ognuno si senta protagonista e non spettatore e, alla fine, diverso”.

giornata della memoria bombardier

“Forse semplicemente più attento alla lettura della realtà – continuano le educatrici – e capace di uscire per tempo dai binari che ci rendono con tanta felicità indifferenti al Male, soprattutto quando crediamo che non ci appartenga. Insieme ai ragazzi abbiamo riflettuto che i binari uniscono i fatti di ieri (la Shoah) con i fatti di oggi (i profughi), sono state lette testimonianze dei sopravvissuti dei campi di sterminio e dei viaggi sui “barconi”, i ragazzi hanno letto alcune riflessioni nate dopo gli incontri fatti in classe. Come conclusione della mattinata abbiamo deciso con i ragazzi di partire dalla consapevolezza che esiste una strada per combattere l’indifferenza è per questo che ognuno di loro ha indossato una maschera neutra, senza volto, che con il gesto di levarla ha rappresentato la volontà di saper guardare in faccia il compagno che ci sta accanto, la nostra coscienza, lo straniero. L’ Altro”, concludono.

Le attività sono state condotte dalla dott.ssa Barbara Cazzolla, educatrice della Cooperativa “Progetto Città”, che da venticinque anni opera sul territorio con interventi didattici nelle scuole su temi sociali, promossi e sostenuti dal Comune di Vado Ligure.