Liguria. Esprimono soddisfazione LAC e WWF Genova, le associazioni per la tutela della fauna selvatica, dopo che il Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri pomeriggio ha deciso di impugnare “gli articoli spara-tutto della legge regionale della Liguria sulla ‘crescita’”, rendono noto le associazioni che si domandano inoltre “che attinenza abbiano con la crescita economica della Liguria, e che ricordano le altre recenti brutte figure dell’Amministrazione regionale, come la bocciatura da parte del Tar di Genova delle cacce in deroga allo storno o dell’addestramento cani da caccia in periodo estivo”.
Il Governo ieri ha deliberato di impugnare presso la Corte Costituzionale alcuni articoli in materia di caccia contenuti nella legge regionale della Liguria n. 29 del 2015, denominata ” Prime disposizioni per la semplificazione e la crescita…” e votata nell’aula di Via Fieschi il 23 dicembre scorso. I ministeri competenti hanno infatti rilevato, spiegano le due associazioni, che “sono in aperto contrasto con la legge statale 157/92 in materia venatoria le recenti disposizioni regionali che prevedono di affidare a squadre di cacciatori o a guardie volontarie, anziché al personale pubblico di vigilanza (agenti di polizia provinciale) il controllo dei cinghiali nelle zone protette, nelle aree urbane e nei periodi di divieto di caccia; consentono un carnet aggiuntivo di 15 giornate di caccia in forma vagante a quei i cacciatori che hanno optato per la forma esclusiva della caccia da appostamento fisso con richiami vivi, o viceversa; consentono di trasportare armi in giornate di silenzio venatorio (martedì e venerdì) per abbattere caprioli o daini precedentemente feriti, anche se rintracciati in zone di divieto; dilatano -con legge regionale anziché con delibera amministrativa sottoposta a parere scientifico obbligatorio- il periodo di addestramento cani nel mese di agosto, quando è maggiore il disturbo per i giovani nati di selvaggina”.
“Il successivo esito in Corte Costituzionale lascia pochi dubbi – concludono Lac e Wwf – visto che la Consulta in passato ha già annullato norme regionali molto simili di Marche, Friuli ed Alto Adige”.
