Liguria. Ancora una volta i balneari scendono in piazza a Roma in concomitanza con il tavolo interregionale sul demanio marittimo che affronterà anche il tema della Bolkenstein.
Centinaia di imprenditori balneari aderenti a Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria, Sib/Fipe Confcommercio e Oasi-Confartigianato chiederanno ancora una volta la necessità di tutelare la categoria: “Una diversa più lunga durata delle concessioni demaniali marittime nel minimo pari almeno a 30 anni, l’alienazione con diritto di opzione in favore dei concessionari delle porzioni di demanio marittimo, il riconoscimento del valore commerciale dell’azienda balneare da trasformarsi in ristoro a favore del concessionario nel caso di una cessione coattiva in favore di terzi, oltre alla modifica dei criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi ex art 1, comma 251, legge 27 dicembre 2006, n. 296 che li renda ragionevoli, equi e sostenibili”. Queste le richieste.
“Il turismo rappresenta uno dei settori trainanti per l’economia nazionale e quello balneare ne è una componente fondamentale. L’idea di vacanza richiama spessissimo quella di mare nell’immaginario collettivo, ma per gli addetti ai lavori, per le 30.000 imprese del settore, richiama invece i problemi legati ad una normativa datata 1942”.
“Dalla durata delle concessioni demaniali, con il venire meno del rinnovo automatico, al trasferimento parziale e contraddittorio di funzioni dallo Stato alle Regioni, continua il colpevole ritardo delle nostre istituzioni nell’affrontare e risolvere la situazione di profondo malessere in cui versa il settore”.
“Una condizione che rischia di espellere dal mercato migliaia di imprese e che ogni anno, alle porte della nuova stagione balneare, costringe a fare i conti con difficoltà ormai endemiche” concludono i balneari.