Loano. Sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati da parte del sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Battista Ferro per la morte di Matteo Zenari, l’operaio dell’Enel morto ad agosto di due anni fa mentre sostituiva un contatore in un’azienda agricola di via Sant’Andrea a Loano.
I quattro (il responsabile territoriale della rete di Piemonte e Liguria; il responsabile Enel per Savona; il responsabile dell’unità operativa di Finale e preposto della vittima; il capo squadra Enel intervenuto a Loano) sono accusati di omicidio colposo, aggravato dal mancato rispetto delle norme di sicurezza che i tecnici devono mettere in atto per evitare la sostituzione dei contatori, cosa che nel caso di Loano era avvenuta senza togliere tensione all’impianto.
Secondo gli inquirenti, i superiori di Zenari non avrebbero effettuato la valutazione dei rischi e non avrebbero sovrinteso e vigilato ai lavori dell’operaio specializzato. Lo stesso operaio avrebbe dovuto eseguire il lavoro non in tensione visto lo spazio ristretto e umido in cui stava lavorando. Inoltre, il giovane stava lavorando senza tutte le necessarie protezioni isolanti.