Savona. Da tempo non c’è pace in Comune a Savona: troppi i temi caldi, dal bitume al museo archeologico, che hanno dato origine a schermaglie tra maggioranza e minoranza, con spesso il Movimento 5 Stelle a recitare la parte del grande accusatore. Non fa eccezione la “battaglia del giorno”, che questa volta riguarda Ata. L’azienda partecipata è uno degli argomenti forse più scottanti negli ultimi mesi per via di varie vicende che l’hanno in qualche modo messa al centro del mirino, a partire dai licenziamenti di Lavagna e Cavaliere in avanti.
L’ultimo “caso” politico è di questa mattina, quando secondo il Movimento 5 Stelle si è rischiata una vera e propria crisi in maggioranza. Alle ore 14 era prevista una riunione della Prima Commissione per discutere di due pratiche molto simili, entrambe inerenti l’ingresso di nuovi soci in Ata, due comuni savonesi (Erli e Zuccarello) e nove imperiesi. “Ma la riunione – rivelano i M5S – è stata annullata con un sms 15 minuti prima dell’inizio, e senza dare spiegazioni“. Pochi minuti dopo la notifica via mail, che addurrebbe non meglio precisate “valutazioni” che rendevano opportuno il rinvio a gennaio.
Il retroscena però, secondo i “grillini”, è ben diverso: durante la giunta del mattino si sarebbe consumata una spaccatura, dovuta anche alla formazione di “Rete a Sinistra”, il gruppo consiliare che da ieri unisce Rifondazione e Sel. “I consiglieri, a differenza dei due assessori in giunta – Sergio Lugaro e Jorg Costantino, ndr – stanno recitando la parte di chi prende sempre più le distanze dall’operato del Pd; e i loro voti contrari, uniti a quelli di chi nel Pd sta tentando di distinguersi in vista delle prossime elezioni, avrebbero sancito la bocciatura della pratica nel consiglio comunale di giovedì, in cui era calendarizzata”.
L’ipotesi pentastellata, in sostanza, è che accortisi dell’impossibilità di far passare le delibere giovedì, si sia annullata la commissione così da farle “slittare”. Uno scenario che sarebbe provato da altri due dettagli. Il primo: “Ai consiglieri di maggioranza – rivela il M5S – è arrivata una mail che convoca una riunione per il 21 dicembre durante la quale il presidente di Ata Sara Vaggi e il direttore Luca Pesce risponderanno alle domande e chiariranno i dubbi”. Come a dire: prima è necessario “serrare le fila” internamente, convincendo gli scettici, poi si va al voto.
E poi il secondo dettaglio: “Intorno a mezzogiorno Sara Vaggi ha tentato di parlare telefonicamente con Milena Debenedetti – fa sapere il M5S – e, a quanto ci dicono, anche con altri consiglieri di minoranza”. L’ipotesi è che la presidente stesse cercando qualche voto nella minoranza spiegando di persona la bontà della proposta di Ata: “Ma è fuori dal mondo che il presidente di una partecipata, che dovrebbe limitarsi a obbedire alle richieste degli enti soci, si comporti invece come un imprenditore esponendosi in prima persona”.
Le informazioni che trapelano dal Comune però sono ben diverse, e non potrebbe essere altrimenti. Qualche “mal di pancia” ci sarebbe in effetti stato, ma alla fine le divergenze sarebbero state appianate, e due sarebbero le ragioni che avrebbero portato al rinvio. Una effettivamente legata alla mancanza di voti, ma “solo” per via delle assenze di alcuni consiglieri (per ferie o impegni personali), mentre Rete a Sinistra avrebbe garantito il suo appoggio; a complicare il quadre delle assenze vanno poi aggiunte le situazioni personali di Dario Lavagna (uno dei due dipendenti licenziati da Ata per ragioni disciplinari) e Sergio Acquilino (che, in veste di avvocato, ha in piedi alcune cause contro Ata).
La seconda ragione sarebbe davvero legata a “valutazioni” di opportunità, come affermato nella mail di rinvio, ed in questo caso il discorso riguarderebbe l’Ato. Realizzarne uno richiede che i Comuni coinvolti abbiano in totale almeno 20.000 residenti, mentre gli 11 comuni coinvolti nelle delibera (Erli, Zuccarello e gli imperiesi) sono tutti piccoli: dato che c’è tempo fino alla terza settimana di gennaio, l’intenzione sarebbe quella di attendere per accogliere eventuali nuove adesioni piuttosto che iniziare una pratica con gli 11 Comuni attuali per poi dover fare integrazioni successive.
Di seguito il comunicato stampa integrale con cui il Movimento 5 Stelle accusa il Pd savonese di “essere allo sbando”.
“L’annullamento della Commissione di oggi, in cui era prevista la discussione delle delibere che avrebbero ampliato la compagine societaria di ATA di ben 11 comuni, 9 nella provincia di Imperia, più Erli e Zuccarello, è la dimostrazione lampante che il sindaco Berruti non ha più una maggioranza stabile. Qualche consigliere di maggioranza, forse perché ormai in conclusione di mandato, inizia nalmente ad ammettere che l’espansione territoriale da parte della società partecipata ATA è contraria agli interessi dei savonesi?”.
“Il continuo ampliamento di ATA, basato su piccoli comuni che acquisiscono quote azionarie irrisorie, col solo ne di poter a dare direttamente il servizio di raccolta, pratica che noi continuiamo a ritenere illegittima, va a gravare negativamente sui servizi che la società partecipata o re ai cittadini. ATA utilizzerebbe gli introiti derivanti dai nuovi a damenti per cercare di sanare temporaneamente il bilancio senza riuscire a garantire qualità ed efficienza nel servizio. Il continuo peggioramento dei servizi di spazzamento strade e raccolta ri uti è evidente a tutti i savonesi che, lo ricordiamo, sono soci all’85% della società”.
“Come anche accennato dalla dirigenza di ATA durante il recente consiglio monotematico, è evidente il tentativo della società partecipata di allargarsi a macchia di leopardo sul territorio provinciale e zone limitrofe per accreditarsi a gestore unico, “imponendosi” così di fatto anche nei Comuni che hanno scelto di non avvalersi dei servizi o erti da ATA, evidentemente ritenuti scadenti o non convenienti”.
Il PD savonese e la dirigenza di ATA hanno scambiato l’o erta di un servizio fondamentale con una partita di Risiko, il che è decisamente desolante e non ha nulla a che vedere con una gestione e ciente ed economica del servizio di raccolta ri uti. I cittadini di Savona si trovano costretti a pagare tari e sempre più alte per avere in cambio servizi sempre più scadenti”.
“Per garantire e cienza ed economicità, ATA deve garantire in ogni comune a cui o re i propri servizi, le risorse necessarie allo svolgimento del servizio in maniera autonoma, con mezzi dedicati e personale in loco, utilizzando esclusivamente le entrate derivanti da ogni singolo a damento, senza andare a gravare sugli altri comuni”.
