Liberalizzazioni

“No ai farmaci con ricetta nei supermercati”: appello di Camiciottoli al Parlamento

Il sindaco di Pontinvrea lancia un appello: "Non fate chiudere le farmacie dei piccoli comuni"

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Foto d'archivio

Pontinvrea. L’appello al Parlamento per evitare la chiusura delle farmacie dei piccoli comuni parte da Pontinvrea. A lanciarlo il sindaco Matteo Camiciottoli che interviene sulla questione delle liberalizzazioni.

”I piccoli comuni negli anni hanno visto chiudere uffici postali, stazioni dei carabinieri e negozi di generi di prima necessità a causa della crisi economica e dell’espansione incontrollata della Grande Distribuzione Organizzata, non vogliono rimanere privi anche del servizio offerto dalle farmacie. Parliamo di un servizio indispensabile per la popolazione, per lo più anziana, che ha difficoltà a raggiungere i grandi centri urbani. Per questo dico no alla proposta di consentire la vendita di medicinali con ricetta nei supermercati che toglierebbe alle piccole farmacie, che sono già in grave difficoltà economica, risorse indispensabili per poter continuare a garantire il servizio” spiega Camiciottoli.

“Nei comuni con meno di 5.000 abitanti vivono 15 milioni di persone, per le quali la farmacia è l’unico punto di accesso per ottenere facilmente e rapidamente non solo le medicine di cui hanno bisogno per curarsi, ma anche servizi sanitari di primo intervento e consulenze di vario genere sulla salute, sull’alimentazione, sul corretto uso dei medicinali stessi. Privare di questo servizio essenziale e gratuito i piccoli comuni significherebbe non garantire più il diritto alla salute riconosciuto dalla Costituzione a un quinto della popolazione italiana” prosegue il sindaco di Pontinvrea.

“Per i piccoli comuni perdere la farmacia significherebbe dover rinunciare a un elemento fondamentale per garantire una vita dignitosa ai propri cittadini. I piccoli comuni, dopo aver ingoiato tanti ‘bocconi amari’ non vogliono rinunciare alle loro farmacie e sono pronti a battersi per difendere il diritto dei propri cittadini a poter usufruire di questo servizio essenziale e a poter continuare a vivere nei paesi in cui sono nati. Dico quindi no con forza alla proposta di consentire la vendita dei medicinali con ricetta fuori dalle farmacie, avanzata dalle grandi catene dei supermercati con l’obiettivo non di migliorare il servizio offerto alla popolazione o di far risparmiare, come sostengono loro, ma di aumentare i propri fatturati, attirando un sempre maggior numero di clienti lontano dai piccoli comuni e facendo comprare loro quanta più merce possibile” prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia.

“È inaccettabile che logiche commerciali, sostenute da gruppi che puntano solo al profitto, possano prevalere sull’interesse generale che è quello di garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini italiani, non solo a quelli che vivono nelle grandi città. I piccoli comuni italiani confidano che il Parlamento dica no alla proposta di consentire la vendita di medicinali con ricetta fuori dalle farmacie, mettendo al primo posto la necessità di dare risposte ai bisogni reali della popolazione e non alle esigenze di carattere economico di pochi soggetti interessati unicamente ad incrementare i propri guadagni” conclude Camiciottoli.