Cultura

La Grande Guerra in un nuovo libro di Pier Paolo Cervone: conferenze a Celle e Cairo

Paolo Cervone

Celle/Cairo. Due appuntamenti, in provincia di Savona, nel centesimo anniversario dell’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Protagonista il giornalista Pier Paolo Cervone che presenterà il suo ultimo lavoro, intitolato appunto “L’Italia in guerra” edito dalla Mursia di Milano. Si tratta del sesto libro scritto da Cervone su quel periodo storico: debutto nel 1992 con la biografia del Maresciallo d’Italia Enrico Caviglia, poi Vittorio Veneto l’ultima battaglia (1994), I dittatori, le guerre e il piccolo Re nel Diario di Enrico Caviglia (2009), La Grande guerra sul fronte occidentale (2010), I Signori della Grande guerra (2014).

Primo appuntamento, venerdì sera, alle 21, nella Sala consiliare del Comune di Celle. Il giorno successivo Cervone sarà in Val Bormida, a Cairo Montenotte. La conferenza, che fa parte di un ciclo organizzato dal Comune, si svolge nella Sala De Mari della biblioteca, avrà inizio alle 16,30.

Senza dare nulla per scontato, con il consueto stile giornalistico, Pier Paolo Cervone racconta nel suo saggio un anno vissuto pericolosamente dall’Italia.

Dal 28 giugno 1914 (attentato di Sarajevo), al 26 aprile 1915 (Patto di Londra) il regno di Vittorio Emanuele III rimane in bilico tra due schieramenti in una Europa dove i venti di guerra soffiano impetuosi. Dal 1882 siamo nella Triplice Alleanza, a fianco di Germania e Austria-Ungheria, stipulata in chiave anti-francese per tutelare i nostri interessi nel Mediterraneo. Dopo l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia, lentamente il governo Salandra si avvicina alle potenze dell’Intesa (Gran Bretagna, Francia e Russia) che assecondano tutte le nostre richieste pur di averci dalla loro parte. Non solo Trento e Trieste ma confine al Brennero, tutta l’Istria esclusa Fiume, la Dalmazia settentrionale, più numerose isole dell’Adriatico, la sovranità su Valona con la promessa di un futuro protettorato sull’intera Albania centrale. E altre assicurazioni, peraltro vaghe, sulle ex colonie tedesche. Ma quando arriva la decisione, l’Italia si spacca. Interventisti contro neutralisti. La maggioranza silenziosa è sopraffatta da una minoranza rumorosa. Ormai l’azzardo è compiuto. Casa Savoia vuole la guerra. E guerra sarà. La chiameranno Grande, perchè interesserà tutto il mondo.