Albenga. La Compagnia della Guardia di Finanza di Albenga ha concluso un’articolata attività di polizia economica e giudiziaria nei confronti di un medico ingauno, Roberto Durante, specializzato in diabetologia ed endocrinologia. Il professionista, in servizio presso l’ospedale ingauno S. Maria Misericordia, è accusato dalle Fiamme Gialle di aver incassato in nero oltre 50 mila euro, sfruttando il cosiddetto regime intramoenia, tramite il quale era stato autorizzato dall’ASL 2 Savonese ad esercitare presso studi privati di Albenga, Loano ed Imperia.
Le leggi vigenti in materia di intramoenia consentono al medico dipendente di un’azienda sanitaria pubblica, debitamente autorizzato, di svolgere la professione anche presso strutture ambulatoriali private, con l’obbligo di corrispondere integralmente all’Ente Pubblico le somme ricevute dai propri pazienti; una parte di questi corrispettivi vengono poi riconosciuti dall’azienda sanitaria al medico operante.
Gli accertamenti delle Fiamme Gialle sono scaturiti a seguito di una verifica fiscale eseguita nei confronti di un poliambulatorio di Albenga che concedeva in uso i propri locali a vari professionisti, tra cui appunto il diabetologo Roberto Durante di 51 anni, dipendente dell’Asl 2 savonese. Durante è dirigente del reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Albenga e responsabile della Struttura di Diabetologia dello stesso ospedale; è noto inoltre sul territorio anche per essere il presidente del Rotary Club dallo scorso giugno.
Secondo quanto comunicato dalle Fiamme Gialle, nel corso di un accesso presso il poliambulatorio i finanzieri avrebbero trovato agende e documenti extracontabili nei quali il medico avrebbe annotato tutte le visite che svolgeva fuori dai locali dell’ospedale. Le successive indagini tributarie e di polizia giudiziaria, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona, dott. Ubaldo Pelosi, hanno visto impegnati i finanzieri ad esaminare tutta la documentazione contabile acquisita presso l’ASL e quella extracontabile sequestrata al medico, nonché ad interrogare decine di pazienti e testimoni.
Secondo la Finanza quindi l’attività investigativa avrebbe accertato che il medico nascondeva all’Ente Pubblico parte delle somme di denaro incassate a fronte delle visite effettuate nelle strutture private, evitando di emettere le prescritte ricevute fiscali, incassandole cioè in nero. Con questo metodo lo specialista, secondo i finanzieri, sarebbe riuscito nascondere oltre 50.000 euro al Fisco e anche all’Azienda Sanitaria, e proprio da ciò è scaturita la denuncia delle Fiamme Gialle alla locale Procura della Repubblica per il reato di peculato (l’articolo 314 del codice penale).
La condotta del sanitario verrà vagliata anche dalla Corte dei Conti e dalla stessa Asl, come datore di lavoro, che valuterà le eventuali irregolarità nel rapporto di pubblico impiego, nonché eventuali provvedimenti disciplinari da adottare.
