Loano. Non accenna a placarsi la querelle tra associazioni animaliste a proposito di Athena, il cane di Loano che è stato oggetto di una segnalazione da parte di Enpa per presunti maltrattamenti. A intervenire stavolta è l’associazione “Noi Animali Onlus” con sede a Boissano, che nei giorni scorsi ha fatto visita all’animale e alla sua padrona.
“Eccola Athena – dicono gli animalisti boissanesi mostrando le foto del cane – Ha un anno di vita e l’energia e la forza di un leone. E’ impossibile tenerla ferma anche soltanto per fare qualche scatto. Pesa 25 chili e il suo torace è grosso come il bacino della padrona. Il pelo è nero e lucidissimo e bello folto. Non ci sembra proprio quello di un cane maltrattato, che ha vissuto per un estate torrida in un lurido recinto, senza riparo, senza acqua né cibo e con solo un po’ di pane secco per la pietà dei vicini”.
A stabilire il reale stato di salute di Athena è anche il certificato redatto da un veterinario di Calice Ligure: “E’ un medico di provata esperienza e di sicuro sa riconoscere un cane che ha subito maltrattamenti”, chiosano gli animalisti.
“Atena non ha mai vissuto in quel recinto – ribadiscono da “Noi Animali Onlus” – Restava lì solo qualche ora, mentre i padroni erano impegnati nella pizzeria confinante col recinto. Solo da settembre il recinto in questione era un ingombro di materiali a causa del fatto che la proprietaria stava chiudendo l’attività. In uno dei rari momenti in cui la padrona si è allontanata per commissioni, c’è stato chi ha chiamato le guardie zoofile di Enpa, che stranamente sono state molto celeri, e ha permesso di fotografare il cane violando la proprietà privata e gettando dentro al terreno pane secco che Atena non mangia affatto”.

Per “Noi Animali” i loro colleghi potevano agire diversamente: “Non conoscendo la situazione e non sapendo che la proprietaria stava dismettendo la propria attività, le guardie zoofile avrebbero potuto constatare una situazione di ‘malgoverno’, che è ben differente dal maltrattamento animale. E in ogni caso, potevano attendere il ritorno della padrona per contestarle il reato. Avrebbe spiegato la situazione e avrebbero potuto constatare da vicino, con i loro occhi e le loro mani, lo stato di ‘’denutrizione e maltrattamento’ del cane, valutandone la possanza muscolare e la morbidezza e lucentezza del pelo”.

La situazione è tutt’altro che chiusa: “La padrona si sta muovendo dal punto di vista legale nei confronti di chi si è permesso di aprire la sua proprietà sia con chi si è permesso di diffamarla in questo modo così vile”.