Savona. E’ ripreso questa mattina il processo che vede a giudizio Francesco Fotia, Giuseppe Criaco e Igor Barbino, accusati di tentata estorsione ad un cuoco savonese.
Questa mattina è stato il turno dei testimoni del pubblico ministero, Chiara Venturi: oltre ai poliziotti che si sono occupati dell’indagine è stata ascoltata anche la presunta vittima, il cuoco E.D., che di fatto ha confermato in toto le accuse già fatte in sede di denuncia, quando aveva raccontato di aver subito minacce per convincerlo a versare una somma di cinquantamila euro. I difensori degli imputati (gli avvocati Mammoliti e Giaccardi) hanno presentato due istanze di revoca della misura cautelare (obbligo di dimora per Fotia e carcere per Barbino). Il processo è stato aggiornato al 5 ottobre.
L’ipotesi dell’accusa è che Fotia, con la collaborazione di Barbino, e del nipote Giuseppe Criaco (che era stato denunciato a piede libero e colpito da un divieto di avvicinamento alla presunta vittima) abbia chiesto al cuoco la restituzione dei soldi incassati dall’assicurazione in seguito ad un incidente avvenuto nel luglio del 2013. Quel giorno E.D. e Barbino stavano provando la moto d’acqua di proprietà della famiglia Fotia, un’onda li aveva travolti e il cuoco aveva riportato gravi fratture vertebrali per le quali era stato costretto a restare a riposo per qualche mese. Per l’incidente aveva poi ricevuto un risarcimento di 50 mila euro dall’assicurazione.
Proprio di questi soldi avrebbe chiesto successivamente conto Francesco Fotia. Da qui un viaggio (insieme al nipote Giuseppe Criaco) a Montecarlo, dove nel frattempo il cuoco aveva trovato lavoro, nel corso del quale la parte lesa sarebbe stata invitata a consegnare i soldi del risarcimento o comunque una parte (come ha spiegato Fotia al giudice) perché la moto era rimasta danneggiata in seguito all’incidente ed era stata riparata. I modi però, secondo la denuncia del cuoco e quanto ricostruito dalla polizia, sarebbero stati minacciosi (a Fotia viene anche contestato di aver mimato il gesto di avere una pistola), intimidatori.
Oggi il cuoco in aula ha sostenuto che il giorno dell’incidente in moto d’acqua il mezzo non era danneggiato (tanto che, ha affermato, avevano raggiunto il gommone d’appoggio proprio con moto d’acuqa); quindi ha confermato che mentre lavorava a Montecarlo Criaco e Fotia sarebbero andati lì per chiedergli i soldi dell’assicurazione.
Ma non sarebbe finita lì. Il 30 dicembre successivo il cuoco aveva un appuntamento a Savona da un notaio, dove avrebbe dovuto cedere le quote del locale aperto da Barbino in via Untoria: il cuoco stamane in aula ha ribadito di aver trovato ad aspettarlo Francesco Fotia, avvertito, secondo la ricostruzione della polizia, dallo stesso Igor Barbino. Ecco perché la polizia contesta all’animatore della movida un coinvolgimento nel tentativo di estorsione.
Una ricostruzione contestata da Barbino che avrebbe spiegato che i soldi chiesti erano una minima parte del risarcimento, ovvero quelli relativi alla riparazione della moto (circa 7000 euro da dividere tra il cuoco e lo stesso Barbino).