Genova. E’ stata ridotta da tre a due anni di reclusione in Appello la pena inflitta lo scorso marzo dal tribunale di Imperia al savonese Roberto Mazza, 54 anni. L’uomo era finito nei guai lo scorso 10 febbraio al rientro in carcere dopo un permesso premio.
Il detenuto aveva infatti avuto la pessima idea di tornare nel penitenziario imperiese con una cinquantina di grammi di sostanze stupefacenti nascosti nel retto, all’interno di quattro ovuli. Per Mazza (che stava scontando proprio una condanna per spaccio di droga) era scattato immediato l’arresto.
Forse l’uomo pensava di aver trovato un “nascondiglio” insospettabile per lo stupefacente, ma i controlli degli agenti di polizia penitenziaria invece lo avevano smascherato. Era bastato un accertamento in ospedale per individuare i quattro involucri nei quali erano contenuti, suddivisi in dieci confezioni di cellophane, una cinquantina di grammi tra eroina (1,68 grammi), cocaina (640 mg), hashish (51,68 grammi) e cannabis (1,39 grammi), droga che probabilmente Mazza voleva smerciare all’interno del penitenziario.
Il cinquantenne era stato processato per direttissima in tribunale ad Imperia e il giudice aveva confermato per lui la custodia cautelare in carcere (quasi una beffa per l’imputato visto che aveva praticamente finito di scontare la sua pena). Poi era arrivata la condanna a tre anni in abbreviato: una sentenza contro la quale il suo legale, l’avvocato Alfonso Ferrara, aveva fatto ricorso in Appello. Ieri la sentenza di secondo grado che ha ridotto la pena di un anno.

