Accusa e difesa

Bufera sul parroco di Toirano, chiesta la rimozione ma alcuni fedeli lo difendono fotogallery

Chi lo accusa di essere tradizionalista e fare la messa al buio, chi replica: "Solo ripicche, con lui tornati in tanti"

Toirano. Mancano i soldi, e la messa si fa a luci spente; piace la tradizione, e si rimuove l’altare maggiore per celebrare “di spalle” su quello sotto la croce. Queste le due iniziative del parroco di Toirano, don Fabrizio Tonelli, che hanno scatenato un vero e proprio dibattito in paese tra chi è contro scelte ritenute rigide e “di chiusura” nei confronti dei fedeli e chi, invece, lo difende attribuendogli il merito di aver rivitalizzato la parrocchia con un atteggiamento più consono alla fede cattolica.

Tutto nasce quando, poco dopo il suo arrivo un anno fa, il 19 ottobre 2014, don Fabrizio decide di far rimuovere l’altare maggiore e tornare al rito “pre-concilio”, quando l’altare di riferimento era quello “a parete”, sotto la croce, sul quale il sacerdote celebra di schiena rispetto ai fedeli. Una scelta di tradizione: questa infatti è stata l’usanza fin dagli albori (il sacerdote in questo caso è solo “il primo dei fedeli”, tutti girati verso il crocifisso), ed è stata modificata solo dopo il Concilio, negli anni ’60, quando si è deciso di “girare” il prete verso il pubblico in modo che si potesse osservare meglio il rito e instaurare un rapporto più diretto tra celebrante e platea.

Una scelta che ha suscitato malcontenti, perché la posizione “di spalle” è stata percepita da alcuni fedeli come una chiusura verso di loro, oltre che un passo indietro rispetto al cammino di modernizzazione intrapreso dalla Chiesa. Da qui, secondo gli accusatori, è partita una progressiva riduzione dei fedeli che ha portato a un certo punto don Fabrizio a spostare la messa dall’altare centrale a uno di quelli laterali. La ragione, contestano, sarebbe squisitamente economica: la platea esigua permette di celebrare in uno spazio più angusto, consentendo di illuminare solo quella parte di chiesa lasciando al buio il resto. E risparmiando così sulla bolletta.

Una versione che ha fatto molto clamore, arrivando addirittura a sfociare in denunce sui media e in lettere al vescovo Borghetti, che chiedono la rimozione del sacerdote. Una versione contestata però da un altro gruppo di fedeli, che invece è vicino al parroco e ne apprezza l’operato. “Non è vero che con don Fabrizio la gente si è allontanata, anzi in molti sono tornati – ci scrivono, inviando a riprova alcune immagini della chiesa piena pochi giorni fa – Le messe ‘al buio’ ritratte nelle foto sui giornali in realtà sono quelle serali nelle cappelle: non si possono prendere a campione, è normale che a quelle presenzino in pochi. Col vecchio parroco diversi di noi non frequentavano perché lo avvertivano come troppo legato al denaro e ad alcune persone che ora se la prendono con don Fabrizio: da quando c’è lui, una persona semplice, abbiamo riscoperto il piacere di frequentare“.

E’ vero, ammettono, che probabilmente si tenta di risparmiare sulla luce perchè c’è un problema economico, ma le casse vuote sarebbero diretta conseguenza di scelte pastorali di apertura nei confronti della comunità: “Prima per usare le sale si doveva pagare un affitto quantificato – spiegano – ora lui le lascia usare con un’offerta libera. Il vecchio parroco teneva l’oratorio chiuso e non permetteva ai bambini di giocare in piazzetta, mentre don Fabrizio li ha lasciati tornare e ha riaperto la struttura. Tutto questo ha un costo. Ci lamentiamo sempre che la Chiesa è ricca e opulenta, per una volta che un sacerdote usa i locali per gli scopi cristiani e non chiede soldi ci lamentiamo che la parrocchia è povera…“.

Don Fabrizio dunque è un tradizionalista taccagno, o un pastore accogliente? Prospettive diverse, quelle dei due gruppi, che probabilmente non si incontreranno mai. Ma l’ultima differenza risiede nella strada scelta dalle due fazioni: “Chi accusa don Fabrizio ha deciso addirittura di scrivere al Vescovo e di sbatterlo sui giornali – conclude la ‘squadra’ vicina al sacerdote – Anche a noi non piaceva il vecchio parroco, ma ci siamo limitati ad allontanarci e non ci siamo mai sognati di metterlo alla gogna. Avere opinioni diverse è legittimo, e certe scelte tradizionaliste possono non piacere, ma denunciarlo a Borghetti chiedendone la rimozione è in ogni caso eccessivo e crudele: don Fabrizio crede davvero in quello che fa, e in questi giorni lo abbiamo visto piangere…“.