Kazan 2015

Nuoto, staffetta 4×200: la firma di Erica Musso su uno storico argento mondiale

La savonese nuota in 1'58"66 e contribuisce alla prima medaglia azzurra nella specialità

Savona. Come loro nessuno mai. La staffetta 4×200 stile libero femminile colora d’argento la quinta giornata del nuoto ai sedicesimi campionati mondiali, in corso a Kazan, vincendo la prima medaglia azzurra della storia iridata nella specialità.

La savonese Erica Musso e le sue compagne d’avventura Alice Mizzau, Chiara Masini Luccetti e Federica Pellegrini, hanno conquistato un indimenticabile secondo posto, quasi insperato, chiudendo in 7’48″41 nella gara vinta dalle “extraterrestri” statunitensi, guidate dai fenomeni Missy Franklin e Katie Ledecky, in 7’45″37. Terza la Cina in 7’49″10.

Le campionesse d’Europa a Berlino si sono esaltate stasera nel “freddo” pomeriggio alla Kazan Arena con una gara di testa, forza, muscoli, tattica e cuore. Le azzurre sapevano che potevano limare qualcosa rispetto al mattino (1’52″51), ma addirittura hanno fatto meglio di 4 secondi e 10 centesimi.

Alice Mizzau ha dato il là alle danze chiudendo la prima frazione quarta con 1’57″50; poi il testimone è passato ad Erica Musso che ha chiuso settima in 1’58″66 ma a solo due secondi dalla Gran Bretagna. Sul podio l’atleta dell’Amatori Nuoto Savona si è poi scatenata con un selfie cui hanno partecipato tutte le premiate.

Sorprende Chiara Masini Luccetti che lanciata si supera e in 1’57″52 riporta le compagne al quinto posto a un secondo e 20 centesimi dalle britanniche. Poi Federica Pellegrini completa l’opera con una frazione shock da 1’54″73 (seconda solo a quella della Sjostroem, 1’54″31) che rimonta sia le inglesi ma anche le svedesi per un secondo posto storico. La “Divina” fa meglio anche della campionessa mondiale dei 200 stile libero Ledecky, che chiude la staffetta americana in 1’55″64.

Era la quinta volta che l’Italia nuotava la finale della 4×200 femminile. In precedenza era avvenuto a Roma 1994 per il settima posto in 8’23″78 (Borgato, Salvalajo, Vianini, Tocchini); a Fukuoka 2001 per il sesto in 8’08″56 (Vianini, Chiuso, Parise, Striani); a Roma 2009 per il quarto in 7’46″57 (Spagnolo, Filippi, Carpanese, Pellegrini) e a Barcellona 2013 per il settimo in 7’57″91 (Mizzau, De Memme, Carli, Pellegrini).

“Solo inclinando tutti i pianeti al giorno giusto e all’ora giusta potevamo farcela – racconta Federica Pellegrini al suo secondo argento iridato a Kazan dopo i 200 stile libero di ieri -. Sono soddisfatta contenta, in gara non ho capito niente. Addirittura un argento, una medaglia totalmente inaspettata”.

Un inizio difficile dopo l’esclusione dalle batterie dei 200 stile libero per Alice Mizzau che si è riscattata aprendo la staffetta: “Avevo sempre avuto fiducia in me stessa e ringrazio le mie compagne di staffetta che me l’hanno confermata – ripete la ventiduenne di Udine allenata da Fred Vergnoux e Max Di Mito, tesserata Fiamme Gialle e Team Veneto, quarta lo scorso anno agli Europei di Berlino nella gara individuale -. Ho tirato fuori tutto al momento giusto. Loro mi hanno trasmetto molta tranquillità e fiducia mi ha aiutato tantissimo in questa gara”.

Terzo cambio, Chiara Masini Luccetti ha ridato fiducia avvicinando le azzurre al podio: “Stamattina dopo le batterie mi sono detta che dovevo dare tutto, perchè sapevamo che la speranza di salire sul podio c’era – racconta la toscana ventiduenne di Calenzano, allenata dal tecnico federale Stefano Franceschi e tesserata per Forestale e Nuoto Livorno -. E’ stata una stagione positiva per me e sono contentissima. Sapevamo che gli Usa erano imprendibili per i cambi che avrebbero effettuato in finale, ma essere dietro di loro ci inorgoglisce maggiormente”.

“E’ quasi una vittoria. Le ragazze si sono superate perchè il contesto era eccezionale. Sono contento di aver continuato a dare fiducia alla Mizzau che non aveva iniziato bene il Mondiale – dichiara il dt azzurro Cesare Butini -. Sono state brave tutte, pechè non è facile entrare in corsia quattro in una finale mondiale. Solo per Federica Pellegrini rappresenta la normalità, ma per le altre non lo è perchè la pressione era tanta. Hanno gestito bene le energie e si sono superate. E’ un successo meritato, e in previsione olimpica c’è sempre la possibilità di inserire Stefania Pirozzi che qui non ha potuto partecipare per problemi fisici”.

Foto deepbluemedia.eu

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