Albenga. “Cambio della guardia nel Seminario vescovile diocesano di Albenga. Don Ettore Barbieri è il nuovo rettore”. Così si legge sulla pagina diocesana di Avvenire, in un articolo a firma di Eraldo Ciangherotti. “Ringrazio il vescovo coadiutore Guglielmo Borghetti per la fiducia che mi ha voluto accordare e che spero di non deludere” ha detto, appena nominato, il canonico quarantacinquenne, ordinato sacerdote nel 1996, licenziato in filosofia, penitenziere della Cattedrale, parroco di Testico, responsabile diocesano della Pastorale giovanile, assistente diocesano dell’Azione cattolica e assistente spirituale dell’Agesci.
Come si presenta, oggi, il Seminario? Ci sono nuove vocazioni per l’inizio, il prossimo settembre, del nuovo anno accademico?
“Al momento – spiega don Ettore – vi sono cinque seminaristi. Uno in attesa dell’ordinazione diaconale, mentre un altro, già diacono, attende di diventare sacerdote. Degli altri tre, due sono in quinta Teologia, mentre l’altro è in terza. Non penso ci saranno nuovi ingressi per settembre, salvo sorprese sempre possibili! Visto il numero esiguo di seminaristi, il nostro Vescovo coadiutore Borghetti sarebbe intenzionato a far loro proseguire gli studi in un altro seminario. Finora, non ha ancora deciso quale. Perciò, non è affatto corretto dire che il nostro Seminario è chiuso: è chiuso, per il momento, lo studentato teologico. I seminaristi ci sono e qualora si presentasse un numero sufficiente di nuovi aspiranti non esiteremmo a riattivare gli studi qui in loco”.
Quali esperienza pastorali il neorettore intenderà vivere con i seminaristi?
“Sono stato padre spirituale negli ultimi tre anni in Seminario – chiarisce ancora don Ettore – perciò conosco già molto bene gli attuali candidati. Sicuramente, prima dell’inizio dell’anno scolastico, ci incontreremo più volte non solo per parlare del seminario dove svolgeranno i loro studi, ma anche per vivere qualche momento di formazione (preghiera, riflessione). Inoltre, anche durante l’anno ci saranno altri incontri per valutare insieme il loro cammino: infatti, anche se, durante il periodo scolastico, saranno affidati ad altri superiori con i quali, ovviamente, saremo sempre in contatto e ai quali chiederemo una valutazione, la responsabilità della loro formazione ricade sul sottoscritto e l’ultima parola sulla loro idoneità spetta sempre a Mons. Borghetti”.
Aggiunge ancora il nuovo Rettore: “Chi si sente chiamato al sacerdozio deve possedere quelle qualità umane indispensabili per vivere il ministero: intelligenza, equilibrio, capacità di relazione, serenità di carattere; deve poi cercare di sviluppare la chiamata alla santità: amore a Dio in un’intensa vita interiore e amore al prossimo nella testimonianza della fede e nel servizio; infine, deve far crescere le doti che sono tipiche di chi sarà conformato, nell’ordinazione sacerdotale, a Cristo Capo: obbedienza alla Chiesa, spirito di povertà e donazione di sé nel celibato. Solo così potrà servire e guidare il popolo cristiano a imitazione, appunto, di Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire. Certamente, chi accede al presbiterato mantiene in sé tutta la fragilità umana, ma è chiamato continuamente a superarsi confidando nell’aiuto di Dio”.




