
Liguria. Disco verde per il bilancio 2014 della Regione Liguria dopo che la sezione di Controllo della Corte Conti lo ha parificato, con alcune esclusioni, accogliendo così la richiesta del procuratore regionale Ermete Bogetti.
I giudici hanno escluso dalla parifica i 103 milioni legati all’operazione Arte e alla vendita degli immobili della sanità, che devono essere iscritti nel bilancio della Regione alla voce passività, in quanto sono da considerarsi indebitamento.
Esclusi dalla parifica anche gli oltre 25 milioni, discendenti dal saldo differenziale dei flussi finanziari, generati dai derivati. Infatti, per la sezione di controllo, i flussi finanziari dei contratti derivati in corso destinati alla copertura di spese correnti, costituisce “un’operazione irregolare, in quanto potenzialmente pregiudizievole degli equilibri di bilancio”.
Nel fondo rischi dell’esercizio finanziario dello scorso anno, erano stati collocati 17 milioni e mezzo, a fronte dei flussi complessi di oltre 43 milioni. Per i giudici contabili, la Regione deve accantonare ulteriori 25 milioni mezzo.
Tra i rilievi fatti, ed esclusi dalla parifica, anche le somme riportate a titolo di residui attivi, per oltre 1 milione, in conseguenza della mancata rendicontazione delle spese della gestione economale.
“La relazione della Corte dei Conti parifica il bilancio regionale 2014 e ne fornisce un riscontro positivo sulla gestione. Si riconosce la riduzione dell’indebitamento, il rispetto dei principi di bilancio stabiliti dalla sentenza 70/2012 della Corte Costituzionale, l’attenta gestione dei residui che (a partire dal 2012) ha avvicinato la contabilità della Regione alle regole del decreto 118/2011 a regime da quest’anno”. Così Pippo Rossetti, ex assessore al Bilancio della giunta Burlando, commenta il responso della magistratura contabile.
“La Corte – continua – ha dato atto del rispetto del Patto di stabilità, come per gli anni precedenti, e ha espresso apprezzamento per la complessa operazione di chiusura dei derivati Nomura del valore di 420 milioni, riconoscendone i risultati come “molto soddisfacenti” anche se nel contempo ribadisce le preoccupazioni sulla copertura del rischio dei derivati ancora in essere che però sono costituiti per oltre il 90% da titoli di Repubblica Italiana”.
Rimane comunque aperta la questione di Arte: “Permane da parte mia – spiega Rossetti – la non condivisione dell’opinione della Corte dei Conti sulla procedura di vendita degli immobili non più utilizzati dalle Asl, operazione a suo tempo riconosciuta dal Mef, e che la Corte dei Conti anche quest’anno ritiene di dover riqualificare come cartolarizzazione. È vero che la crisi mondiale che ha investito anche l’Italia in questi ultimi anni ha proiettato i suoi effetti sul mercato immobiliare e che ciò ha impedito che Arte vendesse a prezzi congrui il patrimonio, ma si tratta in molti casi di beni di pregio e in questo momento di iniziale ripresa economica le possibilità di concludere positivamente l’operazione riprendono peso”.
“Mi pare di poter dire che – conclude – si evidenzia la regolarità della gestione e la riuscita di operazioni straordinarie di pulizia di bilancio, come quella sui derivati e sui residui. Non si rinviene alcuna traccia dei “buchi” o “voragini” che qualche leader politico ha paventato nelle sue ultime dichiarazioni alla stampa”.