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Palio dei Rioni di Albenga: edizione da record, ma San Siro e Sant’Eulalia protestano fotogallery video

I capitani dei due rioni contestano storicità e trasparenza del regolamento

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Albenga. Hanno abbandonato piazza San Michele e non hanno preso parte alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Palio dei Rioni 2015 in segno di “protesta silenziosa” nei confronti del Comune i rioni di San Siro e di Sant’Eulalia ad Albenga. A loro dire, infatti, l’edizione di quest’anno della tradizionale festa che anima il centro storico ingauno presentava alcune criticità che inficiano “molto lo scopo di rendere la festa una rievocazione storica, piuttosto che una sagra dei Rioni”.

“Prima di tutto – spiegano i capitani dei due Rioni – vorremmo coplimentarci con il Rione Santa Maria, vincitore del Palio e della Pulcherrima Puella, che raggiunge l’obiettivo di essere il Rione più titolato avendo nel proprio medagliere tre Palii conquistati e due Pulcherrime Puelle. Lo svolgimento del Palio si basa su un regolamento, rivisto quest’anno, di ben 31 articoli, la maggior parte caratterizzato da commi, che possono arrivare fino ad una trentina di paragrafi. Poco male, un buon esercizio di lettura e di studio, ma proprio per questo ci si domanda se effettivamente chi partecipa al Palio e chi dovrebbe far applicare la normativa la conosca effettivamente. Molti commi sono uno in contraddizione con l’altro, le procedure regolamentari sono letteralmente astruse e spesso accompagnate da depositi cauzionali o sanzioni pecuniarie, che possono arrivare fino a 200 euro per questioni oggettivamente blande. E’ pertanto un ossimoro definire il Palio un ‘gioco’ quando vengono presentati i reclami. In tal regolamento, poco o nulla si disciplina sui giochi e nonostante le regole dovrebbero essere decise da un comitato del Palio coadiuvato da un comitato tecnico-scientifico, spesso nella pratica ogni decisione è affidata al giudice di gara, che frequentemente durante questo Palio ha proposto soluzioni contrarie a quanto riportato nel regolamento“.

Secondo i due gruppi, “la trasparenza non è stata la punta di diamante dell’ultima edizione. Ottenere risposte e motivazioni a decisioni è stata un’impresa titanica. La risposta a qualsiasi richiesta di delucidazioni era procrastinare ad un remoto futuro. Non si volevano giudicare valide o meno gare fino alla fine di tutte le competizioni, non è stato possibile conoscere chi facesse parte della giuria per la Pulcherrima Puella, non è stato possibile conoscere i punteggi assegnati dalla giuria per l’elezione della Puella e, apoteosi della vicenda, se i Capitani non fossero andati a chiedere in colloquio privato, a seguito della proclamazioni del vincitore, i punteggi finali di ogni squadra, e la ripartizione dei punti per la storicità del Rione e per la cena medievale, questi sarebbero rimasti secretati. Riteniamo che sia gravissimo, anche perché in questo modo si impedisce la possibilità del legittimo ricorso, che va presentato entro trenta minuti. Ad oggi, nonostante esplicita richiesta dei Capitani a tutti i membri del Comitato del Palio, non sono stati resi noti i punteggi per l’elezione della Puella, è pertanto impossibile verificare se effettivamente il giudizio della commissione tecnico-scientifica abbia costituito la gran parte del giudizio finale, come decretato e ribadito più volte prima e durante il Palio, oppure sia stata semplicemente fatta una mera somma matematica tra i voti di opinione di persone che oggettivamente non erano in grado di formulare valutazioni sulla storicità degli abiti, sull’uso di accessori esistenti nel XIII secolo, su quello che era un portamento consono alla morale dell’epoca. L’elezione della Pulcherrima Puella non deve essere l’ennesimo concorsino di bellezza ingauno”.

I punteggi, a loro dire, sono stati assegnati in modo poco chiaro: “Ci è parso, in tutta onestà, che i punteggi di storicità, più che una valutazione equa sul riportare il rione al 1200, siano stati utilizzati come normalizzatori della classifica, il contentino da distribuire per evitare divari o per ovviare a classifiche poco decisioniste. Nel servizio della cena medievale è surreale dichiarare ex aequo tra un Rione che ha servito alla corte una porchetta tagliata al coltello e un altro che ha servito paella, sangria, mele caramellate con vettovagliamenti in plastica. La verità è che c’è una classifica e chi non raggiunge almeno uno standard minimo deve, da regolamento, prendere zero punti e non uno per il contentino”.

“Sulla storicità del Rione si apre poi una grande voragine di incongruenze. Premesso che sul giudizio del Rione influisce l’allestimento delle cantine e i piatti che queste decidono di servire e non dichiarare al momento della presentazione dei menù (i piatti ufficiali sono quelli che chiunque può leggere nella brochure) e ammesso che a volte sia alcuni locandieri, sia alcuni esercenti, più interessati al guadagno facile e all’umorismo carnevalesco che alla manifestazione in sé per sé, possano penalizzare pesantemente il Rione ospitante, rimangono comunque serie perplessità. Considerando che ogni Rione ospita al proprio interno tali furbetti, che mettono musica contemporanea, che pubblicizzano drinks o patate fritte, vorremmo onestamente conoscere quanto influisce l’impegno che le associazioni mettono per allestire le scenografie e i cortei veramente storici. Ci sono rioni che ogni anno propongono nuovi oggetti di scena realizzati a mano, come catapulte a contrappeso, arieti lignei, gabbie di imprigionamento in ferro battuto; Rioni che creano cortei organizzati, con figure innovative equipaggiate dal camaglio, o dalla coroncina in fiori secchi, alle scarpe con oggetti pertinenti all’epoca. Come è possibile che questi Rioni finiscano a pari merito o addirittura dopo chi porta in parata scarpe da ginnastica, vestiti sintetici e accessori di plastica? Vorremmo onestamente conoscere chi assegna questi punteggi, reputando che ovviamente sarà un tecnico o un professionista del mestiere, e confrontarci con lui per avere chiarimenti e migliorarci ulteriormente”.

Ma ci sono altre questioni: “Ultimo appunto, ma non per importanza, è sui pochi accorgimenti in materia di sicurezza per alcuni giochi. Primo fra tutti il tiro alla fune, che si disputa in piazza San Michele, in mezzo al pubblico e con bambini generalmente in prima fila. Quest’anno il pubblico era protetto da una cordicella e da sporadici bancali eretti in verticale. Durante una competizione, che vede in campo atleti dal peso notevole, una squadra è stata sbalzata sulla giuria, protetta da un tavolo, mentre la seconda sul pubblico. Un atleta è perfino stato portato in ospedale con sospetta frattura delle costole. Vi chiediamo perciò, per l’incolumità di tutti, di provvedere a sistemi di messa in sicurezza maggiori e più efficaci”.

“Non è la polemica che ci interessa, ma rendere questa manifestazione migliore di anno in anno – concludono i capitani dei Rioni – Centinaia di volontari impiegano il loro tempo libero e anche risorse economiche per creare un evento unico, non solo nella Riviera, ma in Liguria. Stiamo parlando di quei figuranti gratuiti che raramente, se non mai, vengono ringraziati sui giornali e sulle cui spalle pesa realmente l’organizzazione del Palio e che, ignorando lo scopo della manifestazione, rischiamo di demotivare. Proprio questo sconforto e la mancanza di un reale dialogo con le autorità e la giuria sono la causa della protesta silenziosa andata in scena ieri sera, quando al momento della premiazione dei vincitori, i rioni San Siro e Sant’Eulalia hanno abbandonato piazza San Michele, come del resto gran parte del pubblico, non prendendo parte alla cerimonia”.

E infine: “Nonostante tutto è stata una bella festa, caratterizzata da spirito di amicizia, sportività e divertimenti. Restiamo comunque in attesa del Palio Storico dei Rioni. Ah era quello appena concluso? Di sicuro rimarrà nella storia“.

Luca Berto
20 Luglio 2015 alle 16:14
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