
Andora. Quando i carabinieri lo hanno fermato, mentre in pullman cercava di raggiungere Andora, hanno scoperto che in realtà doveva essere agli arresti domiciliari a Cairo Montenotte lui ha ammesso candidamente: “Non ce la facevo più a stare in casa con la mia compagna e quindi sono uscito per farmi arrestare”.
In manette per evasione è finito un trentenne marocchino, Abdelhak Lafjaji, domiciliato ad Andora, ma che da qualche era appunto ai domiciliari nel comune valbormidese per scontare delle precedenti condanne. Una condizione che, vista la spiegazione data ai militari, all’uomo proprio non andava giù.
Questa mattina il nordafricano è stato processato per direttissima. Al termine dell’udienza di convalida dell’arresto il giudice ha disposto per lui la detenzione in carcere. Il processo è stato invece rinviato al prossimo 16 luglio alla luce della richiesta di termini a difesa del legale dell’imputato, l’avvocato Francesca Aschero.
Non è da escludere che il difensore chieda un rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica per il suo assistito: è emerso che l’uomo nelle scorse settimane si era già reso protagonista di alcuni episodi preoccupanti (aveva tirato dei vasi dalla finestra, ma anche cercato di darsi fuoco) e quindi era stato visitato dal Centro di Igiene Mentale.