Savona. Tre anni, un mese e dieci giorni di reclusione. E’ la condanna inflitta questa mattina al termine del rito abbreviato ad un cittadino turkmeno, Sergiy Pavlyshyn, 37 anni, che era finito in manette lo scorso febbraio con l’accusa di tentato omicidio per aver colpito con una coltellata un cinquantaduenne uruguaiano.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Pavlyshyn, sotto l’effetto di alcol, aveva accoltellato l’amico durante una lite scoppiata per futili motivi all’interno di un appartamento di Savona. A dare l’allarme erano stati i vicini di casa che, intorno alle 4, avevano sentito le urla: all’arrivo dei poliziotti il diverbio si era già interrotto, ma la vittima dell’aggressione era ferita ad una mano.
Gli inquirenti avevano stabilito che il fendente mirava al collo o alla faccia del rivale: solo perché, d’istinto, la vittima si era riparata con una mano e aveva deviato la lama, le conseguenze dell’aggressione non erano state gravi. Vista la potenziale pericolosità del fendente però a Pavlyshyn (che nel maggio del 2014 era già stato arrestato per furto) era stata contestata l’accusa di tentato omicidio.
Nel frattempo il cittadino turkmeno è anche finito a giudizio dopo essere evaso dai domiciliari. Lo scorso marzo infatti ha patteggiato 10 mesi di reclusione e 260 euro di multa per furto aggravato, evasione, possesso di oggetti atti ad offendere, possesso di oggetti da scasso.
L’uomo era stato sorpreso dagli agenti della Squadra Volanti della Questura di Savona mentre tentava di scassinare alcune vetture parcheggiate in via Faletti (era stato fermato dopo aver rotto i vetri di due auto e trovato in possesso di oggetti rubati da altre vetture, ma anche di un cutter, cacciaviti ed altri arnesi).