Savona. “Fermare lo scempio che ogni fine settimana si verifica sulle nostre bellissime spiagge fregiate con la Bandiera Blu; la situazione non è più accettabile, non si possono più tollerare bivacchi, tendopoli e accampamenti da parte di turisti incivili”.
Lo chiedono a gran voce i savonesi agli amministratori comunali “perché fenomeni del genere non giovano né all’immagine né ai profitti di chi, con il turismo vive”, dice Marco Siri che, rivolgendosi al sindaco Federico Berruti, al comandante dei vigili urbani Igor Aloi, quindi agli assessori della giunta e consiglieri, auspica un immediato intervento.
Ma non è il sole a sottolineare come a Savona il fenomeno del turismo “fai-da-te” stia dilagando. “La spiaggia di Zinola, sia a ponente (lato torrente Quiliano ), sia a levante (Via Nizza ) – sottolinea Adriano Tarparelli – sembravano quei campi profughi che si vedono sempre più spesso in televisione (purtroppo). A parte che sulla spiaggia lato torrente Quiliano, così bella, come asserisce il vicesindaco Livio Di Tullio, non sono state predisposti né docce né rubinetti né spogliatoi ma solo due orrendi wc chimici ai quali non ci si poteva avvicinare, tanto era il tanfo”.
Armati di tende teloni, barbecue, borse termiche, casse di birra, acqua minerale, bibite varie hanno preso d’assalto la spiaggia a ponente della città
“L’importante – dice ancora il cittadino savonese – è che siano state tolte le baracche e si sostenga che quelle esistenti in via Nizza, non siano un bel colpo d’occhio; adesso, a questo turismo d’élite – afferma ironicamente Tarparelli – gli facciamo avere anche futuristiche passeggiate, così, Miami Beach, in confronto sarà un letamaio”.