Albenga. Nella Chiesa cattolica si chiama unità pastorale un insieme di parrocchie vicine tra loro e affini per quanto riguarda il tipo di territorio. E così anche nella Diocesi di Albenga e Imperia si fa ricorso alla spending review.
Monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo coadiutore, ci ha pensato per diverse settimane. E ora la “rivoluzione” per contenere costi e perfezionare i servizi è a un passo: le parrocchie con meno di 500 abitanti chiuderanno e i parroci andranno a vivere in appartamenti insieme ad altri sacerdoti guidati da un parroco moderatore. Nasceranno le “super parrocchie” con le chiese dei piccoli centri destinate ad aprire solo nei fine settimana, il sabato e la domenica. I sacerdoti, inoltre, potranno anche celebrare messa in chiese differenti da quelle assegnate. Ma potranno anche sorgere delle “mini pieve”, costituite da tre-quattro rettorie. A rischio sono le parrocchie dell’entroterra sia dell’albenganese che dell’imperiese.
Tante diocesi stanno sperimentando questo tipo di organizzazione pastorale per cercare di far fronte ad alcuni problemi: oggi la mobilità delle persone è molto ampia e i ristretti confini delle parrocchie hanno perso quasi del tutto il significato che avevano in passato almeno fino agli anni sessanta; è necessario unire le forze per coordinare meglio alcuni settori della vita pastorale, come ad esempio le attività della Caritas, la formazione dei catechisti, la preparazione al matrimonio;il costante calo del numero dei preti rende necessario abbandonare la formula tradizionale per cui in ogni parrocchia era presente un parroco residente; in molte unità pastorali i sacerdoti fanno vita comune in un’unica canonica, per poi andare a servire quotidianamente le diverse parrocchie situate nel territorio dell’unità pastorale.
Per la Diocesi, oltre al varo di una spending review bella e buona, ciò significherà anche una riorganizzazione degli organici attualmente a disposizione con un controllo di parroci e sacerdoti ancora più incisivo e severo rispetto al passato dopo le voci di una chiesa, quella albenganese, troppo chiacchierata. Borghetti, arrivato il 25 marzo scorso, giorno del suo compleanno, sta mantenendo fede ai suoi propositi: “Si volta pagina”, aveva detto e lo sta facendo sul serio.




