Sviluppi positivi

Micol avrà un impiego, la madre: “Straordinaria sensazione, viviamo in un paese coeso e solidale”

La giovane disabile finalese attende da nove anni un progetto di lavoro

Micol, Finale

Finale Ligure. Due giorni fa, in preda allo sconforto, si lasciò andare ad uno sfogo: “Per mia figlia disabile è da nove anni che chiedo un’occupazione, ma è stata lasciata abbandonata a se stessa”. Parole espresse con rammarico dopo la notizia della convenzione con cui il Comune di Finale impiegherà i profughi in lavori utili alla comunità, nel volontariato e nella manutenzione cittadina.

Oggi Gabriella, mamma di Micol, una ragazza finalese, è una giornata da ricordare. La giovane, infatti, sarà presto inserita in un progetto presso l’associazione albergatori.

Il suo messaggio, scritto insieme al marito Franco nel gruppo Facebook “Sei di Finale Ligure se” inizia con i ringraziamenti, rivolti a tutti coloro che hanno appoggiato la sua sfida.

“Ieri sera – spiega Gabriella – abbiamo incontrato il sindaco, il vicesindaco e la responsabile dei servizi sociali in merito al problema di un’occupazione che preveda l’inserimento di Micol in uno spazio a Finalmarina. In attesa della formalizzazione della presa in carico da parte della Asl, che noi ci auguriamo avvenga al più presto, sono disposti a incominciare il percorso verso la metà di luglio, inserendola presso l’associazione albergatori per una decina di ore, garantendoci che sarà il Comune il responsabile del progetto”.

“Abbiamo accettato questa soluzione a titolo di prova – prosegue -, chiedendo la loro disponibilità, qualora non fosse consona per Micol, a cercare spazi alternativi. La responsabile dei servizi sociali ha confermato il suo indirizzo di non inserire disabilità all’interno degli uffici comunali e noi lasciamo a lei di spiegare le ragioni ‘burocratiche e non’ che la spingono in questa direzione. Per noi questo è un primo passo e siamo sicuri che la dolcezza e la positività di nostra figlia le saranno d’aiuto per farsi apprezzare“.

“Nel frattempo noi genitori ci muoveremo seguendo la strada della richiesta dell’articolo 68 per la disabilità per garantirle maggiori tutele – sottolinea la mamma di Micol -. Quello che ci preme ora è ringraziare tutti voi che avete risposto in maniera incredibile con messaggi, telefonate e tanta tanta solidarietà. Magari per strada non riusciremo a ricordare tutti i vostri volti ma se voi ci ‘riconoscete’… fermateci e fatevi riconoscere da noi”.

“Niente ci farebbe più felici di potervi ringraziare di persona e mantenere questa straordinaria sensazione di essere parte di un paese che sa essere coeso e solidale! Siete stati la voce di Micol, grazie!”.

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