Savona. Due condanne per una pena complessiva di trenta mesi di reclusione. Sono le richieste avanzate questa mattina dal pm Daniela Pischetola nell’ambito del processo per peculato d’uso che vede a giudizio un dipendente albisolese di Rete Ferroviaria Italiana, Guido Ghione, 56 anni, e un imprenditore di 61 anni, Mario Del Rio. Per il primo sono stati chiesti dieci mesi di reclusione, mentre per il secondo venti. Il processo è stato poi rinviato per le repliche e la sentenza.
Al centro del procedimento penale c’è l’utilizzo di vario materiale di proprietà di Rfi che sarebbe stato utilizzato invece da una ditta privata, la Drf Srl, durante alcuni lavori in un cantiere di Vado Ligure.
Per la precisione, secondo l’accusa, tra il dicembre 2009 ed il febbraio 2010, una serie di “carri tramoggia”, oltre che un quantitativo di ghiaia e pietrisco, erano stati forniti (per uso “momentaneo”) da Ghione alla ditta della quale Del Rio era amministratore per svolgere alcuni lavori di manutenzione dei raccordi ferroviari all’interno dello stabilimento della Bombardier di Vado. Di qui l’accusa di peculato d’uso in concorso per la quale i due imputati (Ghione in qualità di “responsabile Linea-Unità tecnica Operativa del Tronco Lavori 3 Savona, addetto alla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia nel tratto tra Celle e Finale e incaricato di pubblico servizio presso Rfi” e Del Rio come amministratore di fatto della Drf) sono stati rinviati a giudizio.
Del Rio e Ghione (difesi dagli avvocati Fausto Mazzitelli, Mariangela Piccone, Mario Maggiolo e Luca Morelli) in udienza preliminare erano già stati prosciolti (“perché il fatto non sussiste”) dall’accusa di peculato per appropriazione in relazione ad altro materiale di “armamento ferroviario”. Per la precisione la Drf era accusata di aver prelevato nel luglio del 2009, in accordo con Ghione, 5 rotaie da 36 metri, nel piazzale della stazione di Vado. Accusa che però non aveva trovato riscontri ed era quindi caduta già davanti al gup.