Cibo sano...

Il racconto di una ricoverata: “Pane con la muffa all’ospedale San Paolo di Savona”

Una paziente denuncia: "Me l'hanno servito nonostante la muffa fosse ben visibile, di chi è la colpa?"

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Savona. “Già il cibo in ospedale non è granché, se poi c’è anche la muffa allora qualcosa non va”. E’ un misto tra incredulità e rabbia il racconto di Gaia (nome di fantasia), ricoverata in questi giorni in un reparto dell’ospedale San Paolo di Savona e protagonista, suo malgrado, di un piccolo “giallo”.

Quando alla donna, ieri, è stata servita la cena, tra le pietanze ecco la sorpresa: il pane, regolarmente confezionato, era ammuffito. “Me l’hanno servito nonostante la muffa fosse visibile ad occhio nudo”, racconta Gaia. Che ha immediatamente chiesto spiegazioni al personale del reparto: “Mi hanno risposto che loro, come ospedale, non rispondono degli alimenti serviti”.

La competenza, infatti, è della ditta che fornisce il servizio ad Asl. “Lo capisco, ma ugualmente mi chiedo come sia possibile consegnare quel pane senza nemmeno porsi il problema – dice incredula Gaia – credo sarebbe doveroso controllare il cibo per verificare se è normale, ma anche senza alcun controllo la muffa su quel pane era perfettamente visibile… eppure lo hanno consegnato ugualmente”.

Piccolo storie di quotidiana malasanità. Due le spiegazioni possibili secondo Gaia, che non esclude di rivolgersi ai Nas: “O il pane era mal confezionato o, più probabilmente, era scaduto ed è stato ‘riciclato’. La confezione era di quelle bucherellate per far passare l’aria, quindi si tratta sostanzialmente di fette di pane da consumare in giornata… mentre quella aveva almeno 5 giorni”.

Cibo vecchio, dunque, e non sarebbe la prima volta: “In molti in corsia si lamentano che il cibo sa di stantio. Ma qui non è questione di gusti: quando 9 persone su 10 rimandano indietro il cibo c’è qualcosa che non va…”, conclude Gaia, la cui battaglia è appena cominciata.