Albenga. Un laboratorio dove alcuni ragazzi possono seguire la propria passione e lavorare sui motori delle loro “due ruote”, o un “ricettacolo” di giovani che fanno chiasso fino a tarda sera, disturbando gli abitanti? Due facce di una controversa medaglia: è quanto accade ad Albenga, in via Nino Bixio, dove alcuni residenti questa mattina hanno trovato le proprie auto danneggiate dopo una lite con i giovani motociclisti.
Tutto per via di quel contestato garage, all’interno del cortile di un condominio, nel quale i giovani sono soliti portare le proprie motociclette. Preso in affitto dal padre di uno dei ragazzi (quasi tutti minorenni), in teoria è un “semplice” box, nel quale parcheggiare i mezzi dopo l’uso: nel tempo, però, si è trasformato in un “laboratorio/officina” nel quale il gruppo, composto di appassionati di meccanica, è solito passare ore a lavorare sui motori. Il luogo ideale per cambiare componenti, testare soluzioni e provarle immediatamente, con un “giretto” all’interno del cortile.
Peccato, però, che tutto questo non vada giù ai residenti, che denunciano “chiasso e rumore” in diverse ore della giornata, inclusa la sera. Il garage, infatti, è ormai un vero e proprio ritrovo per quei ragazzi: ma questo è causa di continue discussioni con i vicini.
“Sono mesi ormai che la situazione va avanti – denuncia la lettrice che ci ha segnalato il caso – loro non risiedono qui, ma hanno solo in affitto il box, quindi possono entrare ed uscire per portare le loro moto ma non potrebbero sostare. Invece rimangono per ore, e fanno chiasso. All’inizio glielo abbiamo detto in buoni modi, ma ora siamo stufi”.
Ieri sera il punto di rottura. “A mezzanotte erano ancora lì – accusa la lettrice – e così alcuni di noi hanno ‘urlato’ dalla finestra di smetterla. Per tutta risposta, questa mattina abbiamo trovato la sorpresa”. Una fiancata rigata, uno specchietto rotto, la serranda del box imbrattata da scritte. E la situazione potrebbe presto precipitare: “Hanno minacciato di morte me e la mia famiglia“, denuncia la lettrice.
E così è scattata la denuncia ai carabinieri. Per ora contro ignoti: ma per questo gruppo di ragazzi, tutti italiani, si preannunciano tempi difficili. A meno di non trovare una soluzione che permetta la coesistenza tra una passione affascinante ed il diritto a riposo di chi in quel posto ci vive.





