Ceriale. “Un ragazzo di buona famiglia, conosco i suoi genitori e anche lui, un bravissimo calciatore”. E’ così che Abdelaziz Sofi (nella foto), Imam della moschea di Albenga, la più grande della Liguria, ricorda Brahim Aboufares lo studente è accusato anche di concorso nell’arruolamento di persone per il compimento di atti di violenza con finalità terroristiche.
“Non frequenta la moschea – aggiunge Abdelaziz Sofi – vediamo la sua famiglia ogni tanto solo in occasione del Ramadan e di feste. Ma lui, ne sono certo, non partecipa alle nostre preghiere”.
Nella moschea di regione Bagnoli pregano 300-400 fedeli. “Tutti contrari a qualsiasi forma di terrorismo – dice l’Imam – Sono certo che Brahim non è un fanatico. Lo conosco da tanti anni e non mi ha mai dato l’impressione che possa essere il tipo di fare cose del genere”.
I carabinieri della compagnia di Albenga che da tempo controllano tutta la Piana non ricordano di averlo arrestato o denunciato per attività legate al contrasto della criminalità o spaccio di droga. Un ragazzo con i documenti in regola così come la sua famiglia.