Savona. L’associazione Orafi ed Orologiai della Provincia di Savona interviene in difesa “degli operatori onesti e della categoria”. Dopo l’operazione della guardia di finanza che ha scoperto un traffico di orologi e gioielli di grande valore rubati che venivano rivenduti attraverso un negoziante alassino, i negozianti del settore si sono sentiti nell’occhio del ciclone.
Attraverso il il presidente dell’associazione Fiorenzo Ghiso, gli orafi hanno voluto diffondere un comunicato per specificare la loro posizione: “In merito all’operazione della Guardia di Finanza che ha permesso di intercettare e bloccare un traffico di orologi e gioielli rubati desideriamo anzitutto rivolgere un plauso al lavoro svolto dai militari delle Fiamme Gialle che, oltre ad individuare i responsabili, permetterà di restituire la refurtiva ai legittimi proprietari. Purtroppo la comunicazione che è stata fatta sui vari organi di informazione ha avuto un grave e pesante risvolto negativo per l’immagine della categoria e soprattutto dei gioiellieri di Alassio”.
“Gli articoli parlano infatti genericamente di gioiellerie ufficiali che acquistavano sottobanco questi gioielli per rivenderli ai clienti e della denuncia per ricettazione di un gioielliere titolare di una nota attività nel budello della città nella riviera di ponente. Ieri – dice il presidente Fiorenzo Ghiso – abbiamo avuto notizia di richieste di informazioni da parte di acquirenti preoccupati a qualche nostro associato e la cosa ci ha preoccupato molto”.
“Dopo una doverosa riflessione, abbiamo pertanto deciso di uscire a difesa del lavoro degli operatori onesti e dell’immagine della categoria. La nostra categoria è composta fondamentalmente da commercianti ed artigiani professionali ed onesti, che lavorano nel rispetto delle normative vigenti e che si sono guadagnati la fiducia dei propri clienti con un lavoro lungo a volte molti decenni, fatto di impegno, serietà e sacrifici. Siamo anche esposti a rischi che, quando ci si ritrova nel mirino di rapinatori senza scrupoli, vanno ben oltre la perdita dei beni materiali e la vanificazione di anni di lavoro” prosegue il presidente Ghiso.
“Auspichiamo pertanto che da parte degli inquirenti e della magistratura venga fatta chiarezza quanto prima su questo episodio e sugli eventuali responsabili, in modo da salvaguardare il lavoro e l’immagine di tutti gli operatori corretti. Gli acquirenti alassini e coloro che in questo e nei prossimi week- end affolleranno Alassio devono potersi rivolgere con tranquillità al gioielliere che da anni è per loro un sicuro punto di riferimento. Siamo certi che gli organismi competenti svolgeranno il loro lavoro in modo da giungere al più presto a conclusioni che sciolgano ogni dubbio” conclude Ghiso.