Il funerale del maestro

L’addio a Carlos Carlé tra artisti, politici e uomini semplici

carlos carlé

Albissola. Dall’Argentina sono arrivate le tre figlie, ma c’era anche la moglie. Poi il sindaco Gianluca Nasuti e la sua vice Nicoletta Negro, l’assessore alla cultura di Albisola Superiore Giovanni Rolandi, il vicesindaco di Savona Livio Di Tullio, l’ex assessore alla cultura di Savona Ferdinando Molteni, l’ex primario della divisione di psichiatria Antonio Maria Ferro, quindi tantissimi scultori e pittori e soprattutto tantissima gente comune. Tutti attorno al feretro di  Carlos Carlé, uno dei più apprezzati e conosciuti artisti albisolesi, originario di Oncativo, in Argentina, morto all’età di 87 anni una casa di riposo savonese.

Questo pomeriggio il feretro è stato trasferito dalla clinica Rossello di Savona in piazza Sisto IV ed ha sostato per circa 60 minuti affinché chiunque potesse rendergli omaggio ad un maestro dell’arte che amava Albissola e Savona. E alcuni hanno preso la parola per ricordare la sua carriera costellata da tanti successi.

Tanta infatti era l’ammirazione che molti savonesi e albisolesi avevano per lui.
Resteranno le sue opere, indubbiamente, e questo li consola. D’altronde il curriculum dell’artista è di tutto rispetto. I suoi iniziali contatti con la ceramica avvengono nella fabbrica di refrattari del padre, dove aveva realizzato i primi manufatti. Verso la fine degli anni Quaranta aveva intrapreso a Buenos Aires, lo studio della ceramica, del disegno e della scultura.