Difesa

Automobilista aggredito ad Arnasco, la protezione civile si difende: “Non erano nostri volontari” fotogallery video

Il caso era accaduto il 27 marzo scorso nel paese dell'entroterra di Albenga

Arnasco, aggredito dalla protezione civile

Arnasco. “Le persone coinvolte non erano nostri volontari e il veicolo è stato utilizzato in modo improprio dato che non è previsto l’uso da parte di individui estranei al gruppo”. Respinge ogni tipo di accuse il coordinamento di volontari della protezione civile della provincia di Savona, finito nel mirino a seguito dell’aggressione subita ad Arnasco da un automobilista da parte di alcune persone che viaggiavano su un mezzo della protezione civile.

Un episodio che ha fatto parecchio scalpore e sul quale i volontari vogliono fare luce: “La nostra associazione rappresenta tutti i volontari della provincia e ha il compito di difenderne l’operato e l’onore – si legge in una nota – Siamo profondamente amareggiati per quanto distortamente riportato da alcuni organi di informazione circa il noto episodio del 27 marzo avvenuto ad Arnasco. Perciò il nostro coordinamento dei volontari di antincendio boschivo e protezione civile precisa che: le persone coinvolte in detto episodio non sono volontari di protezione civile; il veicolo era utilizzato impropriamente non essendo previsto l’uso promiscuo da parte di persone estranee al gruppo comunale di volontari Aib e Pc del Comune di Arnasco (o di qualsivoglia altro Comune o associazione)”.

“Vogliamo assicurare la Fondazione DeMari, che tanto ha fatto e sta facendo per il volontariato di protezione civile della provincia donando munificamente oltre 35 veicoli e centinaia di migliaia di euro in attrezzatura d’intervento, che mai è stato considerato il fatto che tali veicoli fossero destinati ad altri usi se non quelli previsti nel progetto finanziato e cioè il servizio di estinzione incendi e protezione civile e che pertanto sarà sua cura ribadire quanto fin qui espresso anche in sede di assemblea”.

E poi la richiesta ai sindaci: “Chiediamo ai primi cittadini, che in qualità di legali rappresentanti dei gruppi comunali di volontariato hanno ricevuto in carico tali mezzi, di rappresentare ai loro uffici tecnici il fatto che non sono da prevedere utilizzi diversi e/o promiscui oltre a quanto fissato nel progetto finanziato da Fondazione DeMari”.

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