
Albenga. I colpi si susseguono a ripetizione nella piana di Albenga, come a Ceriale, quindi a Calice e Quiliano. I floricoltori giustamente sono in allarme: a ponente sono sempre più frequenti i furti di ruscus dalle loro coltivazioni.
Già in varie aziende, infatti, sono avvenuti episodi del genere. Gli ultimi sono stati segnalati nell’ultimo settimana. Il ‘modus operandi’ riscontrato è sempre lo stesso: le piante di Ruscus vengono tagliate con la maestria e con i mezzi utilizzati da professionisti del mestiere, cosa che fa pensare che non si tratti di improvvisati “ladri di piante”, bensì di colpi studiati.
D’altronde in questi furti vengono portati via tra i cinque e gli otto quintali di una pianta che, al dettaglio, ha un prezzo variabile, cosa che fa comprendere come possa essere ‘un affare’ rubare questa pianta. I tempi mutano e una volta venivano portatio via i germogli di bambù, adesso tocca al ruscus.
“Il ruscus – spiega Giuliano Barone, agricoltore della piana di Albenga – è un arbusto molto ricercato dai fiorai, poiché utilizzato soprattutto per ‘accompagnare’ i fiori nelle composizioni floreali o nei vasi di casa: il verde scuro delle sue piccole foglie e il suo aspetto, infatti, lo rendono perfetto per valorizzare i fiori. E‘ possibile che il Ruscus rubato venga venduto a qualche grossista con pochi scrupoli che poi lo esporta lontano dal ponente o perfino all’estero”.
La Cia come la Coldiretti ricorda a chi acquista il Ruscus di accertarne la provenienza che deve essere sempre tracciata.