Pd spaccato

Sanità, primari liberi da esclusiva: maggioranza divisa. E Melgrati chiede le dimissioni di Montaldo

Favorevoli al voto Burlando, Paita e Miceli; contrari Montaldo e Rossetti

La Regione Liguria ha concesso ai primari ospedalieri la possibilità di svolgere l’attività privata extramoenia. Niente più obbligo di lavoro privato intramoenia alle condizioni delle Asl e degli ospedali. La modifica delle norme è stata approvata grazie al voto congiunto di Pd e Fi. Il Pd ha confermato le divisioni della vigilia. Contrari il vicepresidente della Giunta e assessore alla Sanità Claudio Montaldo (Pd) e l’assessore al Bilancio Pippo Rossetti (Pd).

Favorevoli al voto, tra gli altri, il presidente della giunta Claudio Burlando, la candidata alla presidenza della Regione Raffaella Paita, il capogruppo del Pd Antonio Miceli. “Molto soddisfatto” si è detto il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, così come gli altri consiglieri del primo partito di opposizione.

Sono stati inseriti incentivi e premi per i primari che scelgono invece l’esclusiva ospedaliera e che saranno in particolare favoriti nei concorsi. Obbligo di esclusiva mantenuta per i capi dipartimento.

“Questo è un pessimo segnale politico – ha invece detto il vicepresidente della giunta Claudio Montaldo, da dieci anni assessore alla Sanità (Pd) -. E’ stato modificato in peggio il modello di servizio sanitario. Mentre migliaia di dipendenti attendono da anni il rinnovo del contratto e il Governo taglia ancora i fondi nazionali, ci si è concentrati su un ristretto gruppo di professionisti, peraltro bravissimi, che affrontano la crisi in condizioni certamente migliori. Per la qualità della sanità ligure cambia solo la destinazione dei soldi di chi va a pagare: prima andava in parte alla sanità, ora va solo ai medici”.

Per Montaldo inoltre “le tariffe private dei primari aumenteranno non essendo più controllate e concordate. Non ci capirà la nostra gente – ha aggiunto – non ci capiranno i 26.000 dipendenti della sanità”.

Nino Miceli e Valter Ferrando, responsabile sanità del gruppo Pd, hanno invece evidenziato i vantaggi della scelta: “I primari continueranno a lavorare per il servizio pubblico garantendo qualità e contribuiranno a fare diminuire le liste di attesa” hanno spiegato. “Non è per nulla vero che si diminuiranno le liste di attesa” ha invece sottolineato l’assessore alla sanità.

E il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati ha chiesto le dimissioni dell’assessore Montaldo: “Alla luce di come si è svolto il dibattito e la votazione sul documento, che portava anche la mia firma, il quale consentirà ai primari di svolgere attività privata sul territorio ligure evitando così a molti cittadini di dover andare fuori regione a farsi curare, approvato a maggioranza, con una parte di voti della Sinistra che si è spaccata, e con quelli di Forza Italia, di fatto si è certificato il fallimento della politica sanitaria messa in campo in questi dieci anni da Montaldo”.

“Il fatto che una larga parte della maggioranza di sinistra sia andata contro le indicazioni dell’assessore votando un documento rispetto al quale Montaldo aveva espresso parere sfavorevole, dopo la commovente arringa difensiva dello stesso Assessore a dicembre quando è stato presentato per la prima volta questo provvedimento e dopo l’intervento di questa mattina in Aula evidentemente Montaldo è stato sfiduciato e deve lasciare il suo incarico. Chiaramente la sinistra è spaccata e oggi stanno venendo al pettine tutte le contraddizioni interne alla compagine burlandiana che in questi anni, a causa dei dissidi interni, ha reso immobile la Liguria facendola diventare fanalino di coda delle regioni del Nord e una delle peggiori regioni italiane. L’intervento appassionato dell’assessore da ultimo dei comunisti, invece che ultimo dei moicani, è stato teso all’appiattimento della professione medica in puro stile political-bureau sovietico”.

“C’è bisogno di un vero cambiamento per ridare fiducia e speranza ai liguri, questo l’auspicio per le imminenti elezioni regionali di Maggio” conclude Marco Melgrati.

“Il pregiudizio ideologico con cui ancora certa sinistra ligure, che definirei preistorica, affronta determinati temi è a dir poco anacronistico. Il documento che abbiamo votato questa mattina in Consiglio regionale, osteggiato dall’assessore alla sanità e da gran parte della Sinistra, consentirà da domani alla Liguria di fare un piccolo passo nella direzione di una migliore e maggiore cura a favore dei pazienti” ha detto il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Bagnasco riguardo alla nuova norma che consente ai primari di lavorare in regime di extramoenia.

“La legge – ha aggiunto Bagnasco – rappresenta uno strumento utile per contenere le fughe fuori regione e influirà’ positivamente nell’invertire quel trend che non consente alla nostra regione di attirare pazienti da altri territori. Inoltre oggi è stato affermato il principio, che solo in Liguria continuava ad essere utilizzato in maniera paranoica da questi amministratori, secondo il quale pubblico e privato sono le due gambe del sistema sanitario nazionale anzi possono essere uno per l’altro un valore aggiunto”.

Secondo Bagnasco ora c’è “una opportunità in più per i liguri nella scelta della propria possibilità di cura senza dover per forza andare fuori regione, un provvedimento, quello che fortunatamente è stato approvato in Aula questa mattina con il contributo determinante di Forza Italia, che abbatte il muro che ha reso la Liguria una regione con gravi carenze sotto il profilo della gestione sanitaria, basti pensare ai 45 milioni di euro spesi per le fughe passive e ai 25 mila liguri costretti a rivolgersi altrove”.

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