Varazze. Questa è una storia d’estate di 16 anni fa. Protagonista Lila Ria, una trentacinquenne lombarda che trascorreva le vacanze con la famiglia in Riviera e più in particolare a Varazze. Sta cercando un ragazzo che il 30 luglio 1998 l’aveva salvata dalle onde. Lia infatti aveva rischiato di annegare in mare.
Ha affidato il suo messaggio in stile “Chi l’ha visto” a Facebook nella speranza di poter incontrare quell’angelo custode rimasto per quasi vent’anni senza nome.
“Cerco il ragazzo che mi ha salvata. E’ un ragazzo moro, di circa 20 anni. Io ne avevo 18 anni. Quel giorno indossavo un costume azzurro due pezzi a fiorellini. Avevo i capelli corti, castani, ero una ragazza magrissima”.
Inizia così il racconto di Lila che prosegue: “Era una giornata di mare mosso. C’era la bandierina rossa. Pochissima era la gente in spiaggia. Pochissima erano le persone anche in acqua. Quel ragazzo lo vedevo spesso in spiaggia. Aveva un amico che stava nelle prime file dei bagni privati dove mi trovavo anch’io. Non ricordo il nome è passato davvero tanto tempo”.
La ragazza di Varese cerca di ricordare altri particolari di quella giornata. “Ho solo queste indicazioni: la piazzetta (vicino ai miei bagni) aveva una giostrina per bambini. Il nostro appartamento e la piazza in questione erano verso la fine della città (potrebbe essere piazza Vittorio Veneto o piazza Doria) e i bagni erano lì vicino… Sono sicura che, per recarmi ai bagni, dove andavo io, passavo da via Santa Caterina (Bagni Paolina)”.
Tra i ricordi spuntano anche i bagni Elena. “Ho guardato su Street View hanno un ingresso che sembrerebbe quello che facevo io: è possibile che nel 1998 si chiamassero con un altro nome? Sia io che mia sorella ricordiamo i “tendoni” gialli. Mio papà mi ha riferito che, poco distante da dove abitavamo, c’era la stazione. Casa nostra distava pochi metri dai bagni. Di più non mi ricordo”.
E poi c’è la storia che riguarda l’eroe di quel giorno. “Lui si trovava nei bagni pubblici. Si metteva spesso accanto alla rete divisoria. Io, le mie sorelle, mia mamma avevamo i posti sdraio vicino alla rete. Quel giorno mi travolse un’onda. Andai sott’acqua. Non ricordo niente. Ricordo me stessa. Stesa a terra nel giardino dei bagni. Ricordo anche dei tanti bagnanti che curiosavano intorno a me e ricordo anche che mi dissero (quando ripresi i sensi all’ospedale di Savona) ‘ti ha salvata un ragazzo, poco più grande di te’. Il giorno dopo (credo fosse una domenica) andai a cercarlo in spiaggia (era una brutta giornata. Non c’era nessuno). Andai a cercarlo nelle strade del centro di Varazze dove di solito lo vedevo. Ma niente. Non so il nome. Non so nulla”.
“Il giorno dopo dovetti ritornare a Varese. Non lo ringraziai mai. Forse qualcuno di Varazze ha un amico che 16 anni fa aveva sentito raccontare da lui questa storia e di quella ragazza che aveva rischiato di annegare. Quella ragazza sono io”.