Emergenza sfratti nel savonese, cifre record e fenomeno in aumento: il racconto di un ufficiale giudiziario

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Savona. Uno dei fenomeni più indicativi della crisi economica e sociale in Provincia di Savona è rappresentata dall’aumento vertiginoso degli sfratti: secondo gli ultimi dati è vera e propria emergenza. Gli ufficiali giudiziari hanno eseguito molti più di sfratti rispetto all’anno precedente.

Numeri alla mano, si parla di oltre 523 casi all’anno, ma il numero è in aumento. Nel 2013 (ultimi dati disponibili) nel savonese sono stati emessi 523 provvedimenti di sfratto con un incremento del 21,35% dell’anno precedente. Si tratta di uno sfratto ogni 272 famiglie. Nella sola città capoluogo sono stati 111 (86 per necessità del locatore, 13 per cessata locazione e 12 per morosità). Sempre a livello provinciale le richieste di esecuzione di sfratto sono state 586 (il 61,43% rispetto al 2012) mentre gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario sono stati 204, ben l’89% in più rispetto all’anno precedente (il maggior incremento delle quattro province liguri).

Quella che poteva essere una boccata d’ossigeno è l’edilizia residenziale pubblica, ma ci sono progetti nati anni fa ma che non vanno avanti, come quello dell’ex entrale Enel di Lavagnola.

Alla libreria Ubik di Savona la storia di un ufficiale giudiziario: “Entro nella vita delle persone per farle uscire di casa. Questo è il mio lavoro…” Un racconto intenso e coinvolgente nell’Italia della grande crisi. Sabato 14 febbraio, alle ore 18:00, ci sarà, infatti, presentazione del libro dell’ufficiale giudiziario Giuseppe Marotta “Gli sfrattati”: introduce Maurizio Loschi, in collaborazione con l’associazione consumatori utenti.

“Ecco, questo è il mio lavoro: porto in giro cattive notizie, recapito grane non da poco e raccolgo gli sfoghi altrui. Rincorro debitori incalliti o incolpevoli, e sfratto inquilini morosi. Ogni mattina, rovisto nella sporcizia delle vite altrui: di quelli che non rispettano i contratti, di quelli che non versano l’affitto, di quelli condannati a risarcire o che non pagano le cambiali e gli assegni”.

“Varco la soglia di case in cui aleggia la disperazione più cupa: case abitate da famiglie devastate dai debiti, monolocali occupati da mamme affrante, da padri ritornati improvvisamente single, da bambine orfane con genitori ancora vivi, di disoccupati depressi, di cassintegrati avviliti, di coppie licenziate nello stesso giorno dalla stessa fabbrica in cui si erano conosciuti e in cui si erano innamorati: la stessa fabbrica su cui avevano scommesso prima di metter su famiglia. In questi ultimi tempi, sempre più spesso, do ordine a fabbri solerti di cambiare le serrature di appartamenti oggetto di sfratto, perché io sono un ufficiale giudiziario e sono pagato per eseguire tutto ciò”.

“Si dice che il mio sia il classico lavoro sporco che qualcuno deve pur fare. Ma ci vuole tatto per entrare in casa di sconosciuti, da soli, senza scorte, e chieder conto di un debito, minacciare un pignoramento o uno sfratto. Ci vuole tatto e coraggio, e bisogna entrarci in punta di piedi. Vorrei scoprire in quale giorno ho abbandonato i miei sogni? In quale incrocio ho sbagliato direzione, in quale punto la strada mi ha tradito?

Gli ultimi dati parlano di oltre 523 casi all’anno, ma il numero è in aumento. Nel 2013 (ultimi dati disponibili) nel savonese sono stati emessi 523 provvedimenti di sfratto con un incremento del 21,35% dell’anno precedente. Si tratta di uno sfratto ogni 272 famiglie. Nella sola città capoluogo sono stati 111 (86 per necessità del locatore, 13 per cessata locazione e 12 per morosità). Sempre a livello provinciale le richieste di esecuzione di sfratto sono state 586 (il 61,43% rispetto al 2012) mentre gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario sono stati 204, ben l’89% in più rispetto all’anno precedente (il maggior incremento delle quattro province liguri). Quella che poteva essere una boccata d’ossigeno è l’edilizia residenziale pubblica, ma ci sono progetti nati anni fa ma che non vanno avanti, come quello dell’ex entrale Enel di Lavagnola.