Movida violenta

Alassio, arrestato per una rissa fuori dalla discoteca “Al Porto”: 4 anni dopo è assolto

Nel corso del processo non è stata raggiunta la prova del coinvolgimento dell'imputato nella violenta rissa

Savona Tribunale

Alassio. Nell’aprile del 2010 era stato rinviato a giudizio con l’accusa di rissa aggravata per una violenta lite che si era verificata davanti alla discoteca “Al Porto” di Alassio. Questa mattina un albanese di 34 anni, Julian Selfo, è stato però assolto (“per non aver commesso il fatto”).

Nel corso del dibattimento non è infatti emerso con certezza il coinvolgimento diretto dell’imputato, difeso dall’avvocato Carlo Manti, nella rissa che scoppiò la sera del 28 ottobre 2007 davanti al locale alassino. Secondo gli inquirenti, nella lite tra connazionali furono coinvolti circa una decina di giovani e sei di loro, tra cui Selfo, finirono in manette.

La “querelle” si era accesa per futili motivi: i ragazzi erano infatti stati respinti all’ingresso della discoteca perché i buttafuori sostenevano che alcuni di loro avessero già causato problemi nel locale. A quel punto i due gruppi si erano allontanati per riprendere le macchine ma avevano iniziato ad accusarsi reciprocamente per il mancato ingresso. Dalle parole si era presto passati ai fatti: dalle auto erano usciti un coltello a serramanico, due cacciaviti, una livella (oggetti poi sequestrati dai carabinieri di Alassio) e sembra anche una mazzetta.

Uno dei coinvolti nella rissa, Ramiz Hasampapaj, residente a Loano, era stato raggiunto e colpito da due fendenti al fianco inferti, secondo quanto ricostruito dall’accusa, da Ervist Alushi (che in abbreviato era stato condannato a quattro anni e otto mesi).

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