Vado Ligure. “I due ‘padri’ dello studio, il referente scientifico (la dottoressa Vercelli che lo realizzò), e quello politico (l’ex assessore regionale all’ambiente Zunino nel periodo del secondo studio) confutano le conclusioni e contestano l’uso improprio che ne viene fatto”. A farlo rilevare è la Rete Savonese Fermiamo il Carbone, che fa riferimento agli studi Ist 88-04.
“Lo studio non è un’analisi epidemiologica atta a rilevare l’incidenza sulla popolazione di una fonte inquinante – fanno notare dalla Rete – non confronta zone esposte con zone non esposte (tipico degli studi epidemiologici), e non è correlato all’inquinamento, in particolare agli effetti della centrale a carbone; inoltre tale studio è datato sia nel tempo (usa dati del 1988 e del 2004) e soprattutto nelle metodologie, che oggi sono molto più sofisticate e circostanziate”.
“Lo stesso direttore dell’IST – fanno notare gli ambientalisti – ne ha recentemente confutato la validità epidemiologica in un incontro in Procura. Impossibile quindi paragonarlo allo studio della Magistratura. Grave che da più parti si provi a riutilizzarlo per permettere a Tirreno Power di riprendere a inquinare liberamente”.
“E’ ormai evidente a tutti che vi sia un solo studio che analizzi la gravissima situazione sanitaria: la Perizia della Magistratura, avallata dal Giudice per le Indagini Preliminari – ribadiscono dalla Rete – Riteniamo quindi che i sindaci siano in possesso e a conoscenza dei documenti per decidere in Conferenza dei Servizi ai sensi di legge, e che quindi siano vincolati a prescrivere, per i valori emissivi, i livelli minimi delle MTD, senza demandare agli organismi governativi centrali decisioni che sono di loro competenza”.
