Cronaca

Nuova data per Tirreno Power: martedì 23 dicembre vertice a Roma

tirreno power r6

Vado Ligure. A poche ore dalla cancellazione del vertice arriva una nuova data per Tirreno Power: martedì 23 dicembre a Roma si parlerà finalmente della centrale elettrica di Vado Ligure.

Sono state accolte le richieste delle istituzioni locali e dei lavoratori che avevano sollecitato un incontro prima delle feste natalizie. Il vertice di oggi era stato annullato a causa della richiesta da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di ulteriori approfondimenti tecnici.

Alla riunione romana dovrebbero prendere parte, come già previsto, la Presidenza del Consiglio e i ministeri interessati (Ambiente, Salute e Sviluppo Economico), con l’obiettivo di trovare una soluzione per una possibile riapertura del sito vadese. Sul tappeto, però, la questione del sistema delle centrali termoelettriche e a carbone in Italia.

“La nuova convocazione – spiega Fulvia Veirana, segretario Cgil – è il frutto della risposta composta del territorio. Siamo soddisfatti. Auspico che il 23 non ci siano ulteriori rinvii e ci siano gli esiti degli approfondimenti tecnici alla base del rinvio odierno. Ci aspettiamo che l’incontro ci consegni una prospettiva definita per i lavoratori di Vado”. Domani, intanto, si terrà un’assemblea in centrale dalle 7 alle 8.30.

“La situazione – è quanto trapela ufficiosamente da una fonte interna a Tirreno Power – è complessa e per alcuni versi paradossale e possiamo capire che il governo abbia bisogno di tempo per studiarla meglio, anche se la situazione è ogni giorno più difficile. E’ evidente che c’è un problema che la politica deve risolvere se viene chiusa una centrale elettrica che, per ammissione degli stessi magistrati, ha rispettato le leggi dello Stato. Peraltro l’azienda ha già dato la disponibilità ad investire sul sito di Vado con un piano in due fasi che permetterebbe di ripartire nel pieno rispetto delle migliori tecnologie disponibili. Invece il piano tecnico dell’Aia blocca la centrale per due anni, senza motivi di beneficio ambientale, e impone prescrizioni che semplicemente non sono attuabili”.