Vado Ligure. La Rete savonese fermiamo il carbone torna all’attacco per stigmatizzare quello che definisce un “gravissimo attacco alla professionalità e all’indipendenza della magistratura da parte di un noto esponente della Rsu-CGIL, il quale ieri avrebbe insinuato che la Procura avrebbe fatto redigere la perizia ‘a due persone riconducibili ai comitati ambientalisti’, a periti ‘schierati’, e quindi in modo ‘non corretto’ e ‘di parte'”.
“Da più parti in queste settimane – continua il comitato – si sta cercando di demolire e oscurare in modo subdolo il prezioso e accuratissimo lavoro dei magistrati, proprio nel momento in cui vengono toccati interessi di diversi poteri forti. Ricordiamo che la Magistratura è un organo indipendente e imparziale, posto a tutela dei cittadini e dei beni collettivi. Se un magistrato intravede una ipotesi di reato che danneggia una comunità, deve procedere nell’accertamento -auspichiamo che la CGIL ne convenga- secondo i principi del nostro ordinamento giuridico, che prevede anche l’obbligatorietà dell’azione penale, e non fermarsi di fronte a interessi di grandi gruppi industriali.
“I periti nominati dalla Procura non risulta siano iscritti ad alcun comitato riconducibile alla Rete e sono universalmente riconosciuti nel nostro paese per competenza e affidabilità come tra i migliori in campo epidemiologico e ambientale, al punto che (notizia di oggi) le Procure di Gorizia e Brindisi hanno aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti (per il presunto inquinamento delle locali centrali a carbone) affidando l’incarico peritale proprio allo stesso pool di studiosi (dott. Crosignani, dott. Scarselli)”.
“La dirigenza Tirreno Power – conclude la Rete – è indagata non dai giudici, ma dalla Giustizia, ognuno deve prenderne atto definitivamente, senza se e senza ma. A meno che non si voglia chiedere al Governo una deroga ai principi democratici di separazione dei poteri, concedendo la licenza a un grande gruppo di inquinare liberamente e fuori dalle regole. Ricordiamo che è ormai universalmente riconosciuto che la combustione del carbone danneggia in modo devastante la salute, l’ambiente circostante, l’equilibrio climatico mondiale, ma anche il lavoro e le altre ecomomie locali (in particolare il turismo e l’agroalimentare)”.
