Economia

Tirreno Power, dietrofront di comuni e Regione: sospese le delibere sull’Aia

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Vado Ligure. Un passo indietro che ha del clamoroso, e che potrebbe rappresentare un altro tassello chiave nella possibile chiusura della centrale di Tirreno Power: la Regione Liguria, e a seguire i comuni di Vado e Quiliano, hanno deciso di sospendere le proprie delibere favorevoli in merito alla concessione della nuova Aia.

Una decisione che arriva sulla scia dei pareri in materia sanitaria forniti questa settimana da Asl 2 (“l’attuale acquisizione di uno studio recente e circostanziato che evidenzia risultati contrapposti a quelli finora posseduti impedisce chiaramente di poter esprimere un parere sanitario favorevole”) e dal Ministero della Salute (“dall’analisi dei dati di mortalità rilasciati dall’ISTAT nel periodo 2003-2010, condotta con la metodologia SENTIERI, risulta che la mortalità generale della popolazione residente nel Comune di Vado Ligure non si discosta, in entrambi i generi, da quelli della popolazione della Regione Liguria. Per quanto riguarda le cause, con evidenza limitata di associazione con esposizione ambientale, caratteristiche di una centrale termoelettrica, si osserva in entrambi i generi un eccesso di mortalità per malattie del sistema respiratorio nel loro complesso ed in particolare per quelle acute”).

Pareri che hanno spinto le istituzioni locali a fare un passo indietro: la prima a sospendere l’efficacia della propria delibera è stata ieri la Regione, con il provvedimento n. 1477. L’ente guidato da Burlando ha posto una serie di considerazioni in merito “all’esistenza, sul territorio ligure di altre due centrali termoelettriche di cui quella di Genova in corso di dismissione, perché non adeguabile alle MTD e quella di la Spezia autorizzata con valori di emissione superiori a quelli riportati nella d.g.r. 1205/14, in analogia con altri impianti esistenti sul territorio nazionale; alle condizioni morfologiche, geografiche e climatiche relative alle tre centrali liguri che non presentano caratteristiche difformi tali da comportare ricadute al suolo non comparabili; alla necessità di una valutazione del rischio sanitario delle centrali a carbone a livello nazionale; alla necessità di demandare la valutazione al Consiglio dei Ministri in quanto le problematiche sollevate riguardano la politica energetica nazionale nonché valutazioni che ineriscono più Ministeri quali Ambiente, Salute, Lavoro, Sviluppo economico”.

Nelle ore successive, come già accaduto a settembre per le delibere favorevoli, i comuni locali si sono allineati a quanto deciso dalla Regione. Il comune di Quliano ha deliberato a sua volta la sospensione, ritenendo di “non poter esprimere parere nell’ambito del rinnovo anticipato dell’AIA per l’esercizio della centrale termoelettrica Tirreno Power e di richiedere la sospensione della procedura” e avvertendo la “necessità di richiedere al Ministero dell’Ambiente di coinvolgere il Consiglio dei Ministri affinché si esprima sulla possibilità di continuare ad esercire centrali termoelettriche a carbone”. Ragioni analoghe per il comune di Vado.

La molla, come detto, è stata quella dei pareri sanitari: “il parere espresso il 30 settembre – spiegano dal Comune di Quiliano – considerava solo gli aspetti ambientali, non avendo pareri istituzionali nei quali si rilevavano criticità sanitarie, se non quelli soprariportati dove nel 2012, in relazione all’ampliamento della centrale in parola, il Ministero della salute aveva espresso parere favorevole in quanto non erano emerse delle criticità specifiche del sito rispetto ad altre zone della Regione Liguria”. Ma l’intervento di Asl 2 e Ministero della Salute questa settimana ha sparigliato le carte, rendendo necessario, essendo modificati i presupposti che ne avevano consentito l’adozione, sospendere l’efficacia delle delibere di settembre.