Savona. “Non è Ebola”: questa la bella notizia dopo che ieri sera una donna di 36 anni è stata ricoverata all’ospedale San Paolo di Savona per un sospetto contagio del virus che sta terrorizzando il mondo.
La donna, nigeriana ma residente a Savona con figli, è tornata circa 3 settimane fa da una vacanza nel proprio paese. Qualche giorno fa le prime linee di febbre: sulle prime si è pensato a una banale influenza, poi, visto che la febbre non accennava a passare e alla luce del recente viaggio, si è deciso di non lasciare nulla di intentato e si sono attivate le procedure previste per i casi di Ebola.
Una misura presa per prudenza: in realtà i sintomi (la febbre) avrebbero potuto celare come detto una semplice influenza, oppure una malattia comunque più “innocua” come la malaria, anche tenendo conto del fatto che la Nigeria è considerata un paese a basso rischio di contagio.
In ogni caso si è deciso di non lasciare nulla di intentato e di far scattare il protocollo previsto per i casi di ebola: la 36enne è stata trasportata in ospedale da un equipaggio del 118 che indossava le tute anticontaminazione, e ricoverata nel reparto infettivi del San Paolo in una stanza appositamente allestita (con un meccanismo a pressione negativa che impedisce all’aria di uscire dal locale), raggiungendo il piano con un ascensore che poi è stato subito isolato per essere disinfestato.
Alla nigeriana sono stati fatti i prelievi di sangue per effettuare le analisi del caso, ed è iniziato anche il monitoraggio dei familiari della donna. Una poderosa macchina che per fortuna, già nella tarda serata di ieri, ha dato il risultato sperato: i medici sono stati in grado di escludere con certezza il rischio che si tratti di Ebola.
Una notizia che permette di tirare un sospiro di sollievo: il rischio esiste (proprio ieri il primo morto per Ebola in Germania), ma per ora rimane tale. E il protocollo anti-Ebola ieri ha funzionato alla perfezione.
