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Alassio, beffa senza fine per Mario Riboldi: c’è la casa popolare, ma la sua non è ancora agibile

mario riboldi

Alassio. E’ ancora senza fine la vicenda di Mario Riboldi, il 60enne alassino, di origini piemontesi, con due malati in casa e senza un lavoro, che da tempo conduce una battaglia per avere un alloggio popolare per se e la sua famiglia. Riboldi è stato anche sfratto dalla sua abitazione dove viveva, a Solva, ed è stato costretto a vivere in macchina con moglie disabile e figlia malata. Ora finalmente la casa, peccato che non sia agibile.

Il suo caso, ora, è arrivato all’attenzione del Consiglio regionale: per il capo gruppo di Forza Italia Marco Melgrati si tratta di un altro errore burocratico di Arte – dell’Agenzia Regionale Territoriale per l’Edilizia: “La casa è libera, la graduatoria è già stata fatta, ma Riboldi è senza un tetto…”.

Riboldi aveva partecipato al bando per l’assegnazione degli alloggi Di Edilizia Residenziale Pubblica emanato dal Comune di Alassio. A settembre di quest’anno è stata pubblicata la graduatoria provvisoria, che dopo un mese, in assenza di impugnative e contestazioni, è diventata definitiva. La famiglia Riboldi è risultata di gran lunga prima in questa graduatoria, staccando di più di 70 punti (288 contro 213) il secondo classificato. Trascorso un mese appunto dalla pubblicazione della graduatoria (ci sono due alloggi liberi e assegnabili), Riboldi ha contattato Arte Savona per l’assegnazione. Gli è stato risposto che mancherebbe il certificato energetico dell’alloggio, e che quindi se ne parlerà a dicembre.

“Per fare un certificato energetico ci vuole mezz’ora. Se fosse necessario l’arch. Melgrati potrebbe produrlo gratuitamente. E’ incredibile che, nonostante ci sia l’alloggio libero, ci sia la graduatoria definita e operativa, la famiglia Riboldi sia obbligata a vivere in automobile ancora per due mesi, in attesa di un “pezzo di carta” che non ha nessuna rilevanza”.

“Sono queste le cose che fanno perdere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni – conclude Melgrati -, che lunedì telefonerà al presidente di Arte della Provincia di Savona per chiedere conto di questo e dell’altro caso che con un po’ di buon senso potrebbero nel brevissimo trovare una soluzione”.