Sanità, ennesima odissea: impossibile sostenere esami dopo operazione, i medici sono in malattia

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Albenga. Torna alla ribalta il problema della carenza di risorse all’interno di Asl 2 e, più in generale, di tutto il sistema sanitario. Una criticità a cui sembra sempre più difficile far fronte e che si ripercuote su numero di medici, disponibilità orarie, efficienza dei macchinari: e a farne le spese, inevitabilmente, sono i cittadini.

L’ultima storia in ordine di tempo arriva da Albenga, e a riferirla è Marco Melgrati, consigliere di minoranza in Regione, che ha presentato una interrogazione dopo aver ricevuto la denuncia e l’appello di una persona operata di spina bifida occulta presso l’Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano. “Questa persona, nel decorso post-operatorio, ha necessità di sottoporsi ad una serie di controlli periodici, conseguenti all’intervento chirurgico, per monitorare la progressione dei sintomi ed eventuali segni di disfunzione neurologica”.

Il problema è che fare questi controlli sembra essere diventato un calvario: o non ci sono i medici, o non arrivano i referti, o non ci sono le strumentazioni adeguate. “Presso l’Ospedale Santa Maria Misericordia di Albenga ha effettuato un esame radiologico con i marker radioattivi per il transito delle feci, ma non riesce ad avere il referto poiché la dottoressa responsabile del servizio è in malattia per 20 giorni, e non è stata sostituita per il periodo – racconta l’ex sindaco di Alassio – Deve effettuare con urgenza, inoltre, una risonanza magnetica in neuro-chirurgia al Santa Corona di Pietra Ligure. Il 26 agosto ha inviato un fax per richiederla (come da istruzioni ricevute, poiché telefonicamente o di persona non è possibile prenotare la visita) e ad oggi, 3 settembre, non ha ancora ricevuto risposta”.

Ma l’odissea non finisce qui. “Deve effettuare un controllo presso la videourodinamica dell’Unità Spinale sempre del Santa Corona, ma anche qui il dottore è in malattia e non è possibile fare l’esame. È stato quindi indirizzato a Savona, all’ospedale San Paolo, dove, però, non c’è la strumentazione necessaria per compiere questo esame”.

“Una barzelletta? Tutt’altro – attacca Melgrati – Questa è la realtà del nostro sistema sanitario ligure, ed in particolare della provincia di Savona: un disastro. Ed un calvario per le persone malate che devono necessariamente seguire dei decorsi post-operatori. Oltre a lottare contro la malattia, che colpisce nel fisico e nello spirito, queste persone sono costrette a combattere un nemico ben più subdolo e temibile: la burocrazia e i disservizi delle nostra Regione”.

I colpevoli, Melgrati li individua in Montaldo e Neirotti: “Complimenti all’assessore regionale alla sanità e al direttore generale dell’Asl 2 savonese, che in questi anni hanno mirabilmente diretto e gestito i servizi alla salute per i nostri concittadini”.