Cronaca

Il medico dei “pattuglioni”, ecco come si rileva l’abuso di sostanze stupefacenti

Riviera. Cannabinoidi e cocaina: ecco le sostanze preferite da chi decide di trasgredire nelle serate della movida savonese. Sono infatti coca e marijuana gli stupefacenti assunti nel corso dell’estate da coloro che sono stati “pizzicati” al volante dopo aver fatto abuso di droghe.

A raccontarlo è Aldo Marenco, il medico della ASl2 che per tutta l’estate è stato al fianco della polizia stradale negli ormai consueti “pattuglioni” del sabato sera. Poche per fortuna le persone rilevate positive nei controlli (meno di un quinto rispetto a quelle per guida in stato di ebbrezza), ma sempre troppe per il medico: “Purtroppo il bilancio di questa estate è negativo – spiega – in quanto si sono verificati altri casi di persone che all’esame dei test rapidi sono risultati positivi per le sostanze da abuso che hanno assimilato”.

“Contemporaneamente abbiamo un aspetto positivo, perché si sono tolte dalla strada delle persone che avrebbero potuto causare dei grossi rischi ad altri cittadini – aggiunge poi – Purtroppo le cronache ci insegnano che un sacco di persone che non c’entrano assolutamente niente subiscono dei danni di notevoli proporzioni per colpa di questi personaggi”.

Il medico racconta poi come avviene il controllo sulle droghe. Il controllo viene richiesto dagli agenti quando il guidatore non risulta positivo al test del precursore o dell’etilometro ma il suo comportamento insospettisce comunque la pattuglia (per i comportamento nervoso piuttosto che per la presenza di precedenti per droga). “Si preleva dell’urina, si introducono alcune gocce in questi test, e alla lettura possono essere positive o negative”.

In caso di positività – precisano dall’Asl 2 Savonese – viene eseguita una visita medica tossicologica molto accurata, che mette in relazione il risultato positivo del test con lo stato psico-fisico in atto della persona fermata. Questo particolare permette quindi di valutare se il riscontro positivo del dato laboratoristico-strumentale sia attuale oppure sia il risultato di una condotta pregressa dell’autista: la traccia lasciata dalla sostanza stupefacente infatti potrebbe risalire anche ai giorni precedenti. Grazie alla presenza del medico però è possibile accertare, attraverso appunto la valutazione dello stato psico-fisico della persona, se l’assunzione della droga sia avvenuta poco prima di mettersi al volante.

“Attraverso i test rapidi noi siamo in grado di identificare cinque sostanze: cannabinoidi, metamfetamina, anfetamina, cocaina e morfina – spiega Marenco – In caso di positività queste urine vengono inviate ad un laboratorio specializzato per le indagini sulle sostanze da abuso, che compie una ulteriore verifica, per un’ulteriore garanzia al cittadino”. Con le urine non utilizzate nel test rapido infatti vengono preparati due ulteriori campioni, che una volta sigillati e controfirmati dal fermato, dal medico e da un agente, vengono spediti ad un centro specializzato per le analisi di secondo livello. “Ma il test rapido è molto preciso – conclude il medico – e la positività viene quasi sempre confermata dagli esami di laboratorio”.