Alassio. E’ bastato un link inserito su Facebook dai 99 Posse per portare la provincia di Savona alla ribalta della cronaca nazionale. L’argomento era la storia del 17enne ucciso a Napoli per non essersi fermato ad un posto di blocco dei carabinieri.
I 99 Posse hanno “scovato” un episodio simile accaduto tra Albenga e Alassio nella notte tra il 24 e il 25 aprile: un torinese di 23 anni non si era fermato all’alt imposto dagli agenti della polizia stradale ed era scappato. Tra contromano ed incidenti sfiorati, convinto di aver seminato le due pattuglie che lo inseguivano, aveva quindi parcheggiato come se niente fosse la sua auto in piazza San Francesco e si era seduto al tavolino di un bar con alcuni amici, fino a quando era stato individuato dagli agenti.
Un epilogo ben diverso da quello di Napoli, e il popolare gruppo musicale non ha mancato di rimarcarlo. “È successo in Liguria – scrivono su Facebook – ci aspettiamo la stessa ondata di indignazione morale sul contesto ambientale, in base alla quale tanti hanno giustificato la morte di un 17enne a Napoli”. E, sotto, il link alla notizia.
Un collegamento che ha immediatamente fatto scalpore: più di 70.000 lettori, da ogni parte d’Italia, si sono riversati in due giorni sulla pagina di Ivg, mentre 515 (al momento) utenti del social hanno espresso la loro indignazione, la loro contrarietà o il loro sostegno, a seconda dei casi, alla presa di posizione dei 99 Posse.
Una sorta di “A Napoli sparano a chi scappa, a Savona no” che, da un lato, rimarca la differenza tra il contesto del Sud Italia e quello del Nord; dall’altro non fa che sottolineare che episodi simili (persone che non si fermano all’alt) succedono un po’ ovunque, e che quindi “tutto il mondo è paese”. Due diverse prospettive per lo stesso fatto: esattamente come accade ora a Napoli, tra il dramma di un 17enne che non c’è più e quello di un carabiniere quasi altrettanto giovane, la cui vita, probabilmente, cambierà per sempre.