Savona, Carbone (Cna) duro contro i Forconi: “Era chiaro fossero azioni strumentalizzate”

Gianni Carbone - Cna

Savona. “Forconi un anno dopo: cosa è rimasto di quelle azioni violente?”. A domandarselo è il segretario provinciale della Cna Savona Gianni Carbone che, alla luce del recente arresto con l’accusa di spaccio di Davide Mannarà (uno dei savonesei che si era fatto portavolce della protesta dello scorso dicembre), è voluto intervenire per una dura presa di posizione.

“Purtroppo non era difficile immaginare che dietro le azioni di protesta dello scorso anno registratesi anche nella nostra provincia si trovassero elementi che nulla avevano a che fare con la legittima indignazione ed esasperazione della gente comune e soprattutto con il mondo delle imprese. A fomentare i disordini, viene ora alla luce, sono stati personaggi che poco o nulla avevano a che fare con il mondo della gente che lavora. Questo dato era ben presente a chi si fosse trovato in mezzo agli episodi spesso anche violenti che hanno portato per più giorni ad illegittime occupazioni e blocchi di strade, vie di comunicazione ed addirittura stazioni e binari ferroviari” osserva Carbone.

“Tali azioni sconsiderate – aggiunge il segretario della Cna – anziché portare consenso alle ragioni della protesta hanno finito per screditare intere categorie dimostrando come le rivendicazioni contro l’eccessivo peso fiscale sulle imprese e le persone devono comunque e sempre seguire vie democratiche e non violente nel rispetto dei diritti di ognuno. In particolare, allora, fu opportuno e si rese necessario l’intervento del Sindaco di Savona Berruti e della sua giunta per una energica azione di contrasto anche culturale verso fenomeni degenerativi che si annidavano nella protesta guidata da facinorosi che non esitavano a strumentalizzare anche l’azione di giovani studenti”.

“Il mondo del lavoro e dell’economia, ben consapevole della gravità della crisi economica che continua a falcidiare imprese e posti di lavoro, ha sempre scelto la via del confronto civile ed era ed è rimasto stupito di come di fronte alla gravità di quegli avvenimenti che strumentalizzavano drammi veri, si fosse registrata una quasi indifferente acquiescenza ed una mancanza di adeguata ferma risposta da parte delle Autorità competenti. I fatti venuti oggi a conoscenza insegnano che contro i ‘cattivi maestri’ sempre pronti a sobillare e ad invitare alla violenza, che nulla hanno a che spartire con il mondo della gente che lavora, la vigilanza e la guardia deve essere sempre tenuta alta” conclude Carbone.