Albenga. Una patrimoniale in arrivo in autunno, ed elezioni politiche affiancate alle regionali in primavera. È questa la “profezia” lanciata al Caffe letterario dei giardinetti ad Albenga da Luigi Bisignani, per presentare il suo romanzo best seller “Il Direttore”. Nel corso della presentazione, a colloquio con il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Eraldo Ciangherotti e con il giornalista Cristiano Bosco, Bisignani, noto per la sua conoscenza dei retroscena del potere in Italia degli ultimi trent’anni, ha svelato alcuni eventi che, a suo avviso, caratterizzeranno lo scenario politico-economico italiano nel prossimo futuro.
“Prevedo una patrimoniale sulla liquidità, che a ottobre ci metterà con le spalle al muro – ha affermato l’autore – È la scelta più probabile che potrà effettuare il governo Renzi, per provare a uscire dalla difficile congiuntura economica”.
E poco dopo la patrimoniale, anche le elezioni politiche anticipate. “Credo si andrà a votare per le elezioni politiche assieme alle regionali dell’anno prossimo, è difficile che riescano a portare la scadenza ancora più avanti. La stretta economica che ci sarà nei mesi autunnali, da ottobre in avanti, sarà formidabile, e il governo dovrà fare questa scelta per togliersi dalle spine. Noi italiani abbiamo l’abitudine di prenderci cotte fantastiche, anche in politica, che però sono di breve durata: basti pensare a Mario Monti, tutta l’Italia si era presa una cotta per lui, veniva portato per l’Italia come la Madonna pellegrina, mentre ora ce ne siamo quasi dimenticati, lo vediamo a Roma con la borsetta per la spesa e quasi non ci accorgiamo più di lui. La cotta per Renzi continuerà, ma solo nella misura in cui lui riuscirà a fare banco e ad andare alle elezioni: il Premier ha bisogno di una maggioranza parlamentare che lo aiuti, e all’interno del PD è presente una fronda da non sottovalutare. Con le prossime regionali, è l’occasione giusta per andare a votare anche per le politiche, altrimenti Renzi rischia di essere trascinato nella melma di una situazione economica sempre più difficile. E lui, ovviamente, vuole evitare questo scenario”.
Sollecitato dalle domande di Ciangherotti e Bosco, l’autore ha anche parlato della attuale situazione dell’esecutivo. “La parola ‘rottamazione’ piace un po’ a tutti, fa sognare, ma non significa alcunché se nei posti chiave non ci sono persone a te fedelissime. Anzi, se ci sono persone non tue, rischi di essere tu stesso a venire rottamato. Con buona pace di Renzi, i burocrati, per quanto vengano accusati di ogni nequizia, non fanno altro che rispondere alle leggi dello Stato, lui non può intestardirsi e abbattere tutto. E oggi, l’impressione è che il Presidente del Consiglio abbia contro il Consiglio di Stato, la Ragioneria, il Ministero del Tesoro. Ed è difficilissimo governare, in questa situazione”, ha aggiunto.
Nel corso del suo intervento, Bisignani ha anche rivolto lo sguardo verso l’Europa e sulle questioni economiche: “Nei prossimi anni, il potere sarà sempre più un problema di economia e di mercati globali. Il potere delle banche in Europa, il potere della Commissione e del Parlamento Europeo, saranno sempre più forti. L’unico vero potere italiano non è in Italia, ma a Francoforte, e si chiama Mario Draghi: mi piacerebbe che, anziché mandare letterine di richiamo, si impegnasse perché la Banca Centrale Europea battesse moneta. Non possiamo pensare di affrontare il dollaro, lo yen o anche la sterlina senza avere una moneta dell’euro e una Banca Centrale che batte moneta, perché questa è una distorsione enorme, e i Paesi della Commissione dovrebbero concedere autonomia alla Banca Centrale affinché ciò accada”.
