Genova. “Tutta colpa della burocrazia. A giorni tornerà tutto regolare”. E’ un Claudio Montaldo molto, molto adirato quello che fronteggia i microfoni per spiegare il “pasticciaccio brutto” di Gsl, dopo la lettera dell’Asl2 in cui si annunciava la sospensione immediata dei pagamenti per la mancanza delle risorse garantite a suo tempo dalla Regione.
Quelle risorse ci sono, garantisce l’assessore regionale alla Sanità: si è trattato solo di un equivoco dovuto alla burocrazia. “C’è una delibera di febbraio 2014 in cui la giunta regionale afferma che il costo di questa attività è a carico del fondo sanitario – spiega Montaldo – trattandosi di una attività che per noi è strategica per il recupero delle fughe. Poi da lì sono partite quelle cose un po’ ‘ottuse’ della burocrazia, che hanno riguardato sia il dipartimento regionale che la Asl, creando questo grande equivoco”.
“Spero di averla chiusa ieri, e nei prossimi giorni prenderemo i provvedimenti”, annuncia poi Montaldo con l’aria di chi farà vedere i leggendari “sorci verdi” a qualcuno che, evidentemente, non ha fatto quello che doveva fare. Rimane però il danno d’immagine: la vicenda ha spaventato gli investitori di Gsl, inclusi gli istituti di credito, ma più in generale chiunque sia in qualche modo coinvolto in iniziative portate avanti di concerto da pubblico e privato. Difficile, nel prossimo futuro, fidarsi di un ente, la Regione, dopo che è emerso con quanta “facilità” risorse garantite da due anni con liquidità già certificata in cassa possono essere messe a repentaglio, lasciando un investitore privato con un “buco” di 20 milioni di euro.
Montaldo non ci sta, e ribadisce: “L’ente pubblico, in questo caso la Regione, ha fatto una delibera a febbraio 2014 in cui è chiaramente scritto che quella roba lì viene pagata dal sistema sanitario regionale. Però è vero, la burocrazia fa danni, e bisogna che questo paese la smetta”.
“Se ne uscirà a giorni, perché dobbiamo uscirne a giorni – garantisce – E con l’assegnazione trimestrale delle risorse luglio-settembre risolveremo anche questo piccolo problema di parole, che mi ha fatto molto arrabbiare”.