Savona. Un’automobile che va a fuoco mentre fa rifornimento dal benzinaio nei pressi della darsena; bombole che esplodono nella piazza di fronte al Crescent. Il celere intervento dei volontari delle pubbliche assistenze, pronti a soccorrere i feriti.
Episodi che, agli occhi di chi transita sul posto, nel pomeriggio odierno a Savona, paiono realmente da poco accaduti. Si tratta, però, di finzione. Messa in scena da truccatori e simulatori professionisti della Croce Rossa Italiana.
Lo scopo non è limitato a testare le capacità dei soccorritori, bensì mettere alla prova le pubbliche assistenze in una vera e propria gara di primo soccorso. Per i migliori ci sarà in palio la partecipazione al campionato nazionale, in programma a Rovereto dal 12 al 14 settembre.
A Savona sono state allestite otto postazioni, tra la darsena e il centro, nelle quali vengono simulati i più disparati traumi e patologie mediche. Ogni tappa è seguita dallo sguardo di attenti giudici, che valutano tempi, modi e accuratezza dell’azione dei soccorritori. Tutto studiato nei dettagli; vi sono anche da individuare feriti “nascosti”, che a prima vista non paiono tali.
In gara sette squadre, composte ciascuna da cinque soccorritori e un caposquadra, provenienti da Ventimiglia, Sanremo, Genova, dalle province di Savona e della Spezia e del IV Centro Mobilitazione del Corpo Militare CRI di Genova.
Ospite della gara odierna è la squadra vincitrice la prova regionale dell’Umbria, il Comitato di Corciano, che partecipa fuori concorso alla manifestazione nel prosieguo della collaborazione da tempo instaurata tra le due regioni.
Silvia Di Bitonto, truccatrice e volontaria della Croce Rossa, spiega: “Le scene vengono rese il più verosimili possibile. Ci sono fratture, ferite, ustioni, amputazioni. In tal modo le squadre che si succedono hanno modo di entrare nella scena come se fosse un evento veritiero”.
“Ho iniziato per caso – prosegue -; nella Croce Rossa ci sono la figura del truccatore e del simulatore. E’ una bella esperienza, un modo per vedere le cose da un altro punto di vista”.
“Questa per noi è diffusione del primo soccorso – dice Maurizio Biancaterra, anch’egli volontario della CRI -. Cerchiamo di arrivare in tutti i modi e portare ciò che sappiamo fare alla popolazione. Questo può sembrare un gioco, un divertimento. In realtà è addestramento al primo soccorso. Ogni intervento è un intervento a sé. Non c’è nulla che si ripete”.
Nelle scene simulate non manca nemmeno il classico “disturbatore” che interviene sul luogo dell’incidente. “In ogni occasione c’è qualcuno che pensa di saper fare qualcosa di più e avere qualcosa in più rispetto agli altri – afferma Biancaterra -. In realtà non fa altro che creare confusione”.