Economia

Piaggio, il Pcl: “La fabbrica e il lavoro sono sotto attacco padronale”

volantinaggio piaggio aero genova a finale

Finale Ligure. “Il Partito Comunista dei Lavoratori dà coerentemente il pieno sostegno all’azione intrapresa dai lavoratori Piaggio contro le pretese e i silenzi inaccettabili dell’azienda”. Con queste parole intervengono Matteo Piccardi, coordinatore provinciale del Pcl, e Gianni Chiavelli.

“L’azione di lotta radicale, sotto qualsiasi forma, è l’unica che può piegare le resistenze dell’azienda e risolvere la vertenza a favore dei lavoratori – proseguono -. La cassa integrazione che deve salire almeno all’85%, i costi di trasporto ad Albenga che non possono essere scaricati sul Servizio pubblico locale, le garanzie contrattuali e occupazionali della Laer sono tutti punti su cui esigere risposte certe e durature”.

“Ricordiamo sempre agli operai – aggiungono gli esponenti del Pcl – che mentre la Simest, società pubblico-privata (76% Cassa Depositi e Prestiti, 24% banche italiane) ha dato alla Piaggio dal 2006 al 2013 per svilupparsi in Canada un aiuto di stato di 12 milioni di euro, oggi la Piaggio decide di colpire proprio l’Italia e i suoi lavoratori, che per anni l’hanno finanziata, facendosi scudo di un altro accordo ingannevole votato il 4 giugno”.

“Da anni – evidenziano – diciamo che l’operazione di trasferimento nasconde solo una mera speculazione edilizia, in cui i comitati d’affari hanno avuto il semaforo verde da entrambi gli schieramenti politici fintamente contrapposti, centrodestra e centrosinistra, dal piano locale a quello nazionale. La mancanza di un Piano industriale, di un Piano economico dettagliato, le esternalizzazioni, la precarietà di tutta l’operazione, ed oggi, le rivendicazioni più elementari disattese, confermano ancora una volta che ciò che il Pcl denunciava controcorrente e in solitudine era ed è dolorosamente vero: la fabbrica e il lavoro sono sotto attacco padronale”.

“Da anni all’interno del movimento operaio e delle sue lotte poniamo l’esigenza di una svolta radicale nei metodi d’azione proporzionale alla radicalità dell’attacco padronale e governativo. Solo con la propria forza collettiva, con una determinazione pari a quella dei grandi industriali, è possibile strappare risultati concreti nelle vertenze. Ovunque – concludono Piccardi e Chiavelli – avanziamo la proposta di occupazione delle aziende che licenziano o negano i diritti sindacali e la loro nazionalizzazione sotto controllo operaio senza indennizzo per i grandi azionisti”.