Cronaca

Bracconieri in azione a Finale, l’Enpa trova tre lacci sulle Manie e nella valle

Savona. A parte quella al maschi di capriolo, definita dall’Enpa “vergognosa, dannosa ed inutile al contenimento dei danni all’agricoltura”, la caccia è chiusa. A prosperare nella provincia di Savona, sempre secondo la Protezione Animali, è però il bracconaggio, in misura non superiore né inferiore ad altre parti d’Italia.

Per contrastarne le conseguenze le guardie zoofile volontarie della Protezione Animali hanno intensificato i controlli nei boschi, riscontrando l’attività di bracconieri soprattutto nel finalese. Gli agenti hanno infatti trovato e disarmato tre micidiali lacci sulle alture delle Manie e nella vallata dei ponti romani; uno era stato costruito con sofisticati nodi marinari e tutti erano perfettamente funzionanti e disposti sui passaggi abituali degli animali selvatici verso le pozze d’acqua.

“Si tratta di congegni che intrappolano gli animali alle zampe o al collo, inducendo loro sofferenze atroci per ore ed ore, fino a quando non arriva il bracconiere a dargli il colpo di grazia – spiegano gli animalisti – Una morte orribile, che dovrebbe essere punita dalle leggi sulla caccia e sul maltrattamento di animali con pene detentive ben più alte rispetto a quelle che vengono comminate a quei pochi criminali che vengono individuati e rinviati a giudizio”.

“Purtroppo il mondo politico, a parte qualche eccezione personale, è insensibile alle tematiche ed alle problematiche animaliste – attacca l’Enpa – ne è prova la recente approvazione di una leggina al Senato che consente l’uso di richiami vivi per la caccia; si tratta di poveri uccellini allevati e cresciuti in piccolissime gabbie al buio, che vedono la luce soltanto durante la caccia, per farli cantare ed attirare altri volatili davanti ai fucili del cacciatore. E la Liguria non ha mancato di fare la sua solita brutta figura: hanno votato contro l’abolizione di questa barbarie Biasotti (PDL), Tullo e Vazio (PD)”.