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Albenga, protezione costiera e valorizzazione arenili: presentato progetto da 12mln di euro

Albenga. Incontro, nel tardo pomeriggio di ieri, nel comune di Albenga – alla presenza del sindaco Giorgio Cangiano e di alcuni consiglieri e assessori – tra l’assessore ai lavori pubblici Tullio Ghiglione e una rappresentanza dei Bagni Marini, insieme alla società Tecnorif Srl. Il comune di Albenga ha siglato un Protocollo d’intesa nel 2003 e affidato un incarico a Tecnorif, finalizzato alla progettazione di opere a difesa delle spiagge, colpite da anni dall’erosione marina.

La nuova amministrazione ha nei suoi punti del programma, la valorizzazione e la difesa degli arenili e dunque ha accolto e ascoltato con attenzione la presentazione dei tecnici. “Non abbiamo fondi a bilancio – afferma l’assessore Tullio Ghiglione – ma il progetto è molto ambizioso, poiché si pone l’obiettivo della difesa del litorale dall’erosione marina, oltre che di creare profondità, ottenendo il risultato di spiagge più belle. Questo progetto è composto da tre step: approvazione, reperimento finanziamenti, realizzazione. Noi siamo nella prima fase: quella dell’approvazione da parte della nostra amministrazione”.

“Un piccolo intoppo rendeva in salita la realizzazione di quest’opera, che poteva restare solo sulla carta, ma il comune di Alassio, che fa da apripista di questo tipo di diga soffolta – afferma il tecnico proponente – proprio ieri mattina ha avuto un incontro con la regione. Nel piano vigente non si contemplavano, infatti, impianti fissi, ma se la regione approverà entro 60 giorni il progetto per Alassio, ecco che si spianerebbero le porte anche per il progetto di Albenga”.

A detta della Tecnorif – che ha illustrato la proposta che la nuova amministrazione ora dovrà approvare – il progetto è ecocompatibile. “Si tratta – affermano – di installare piramidi di calcestruzzo ‘seafriendly’ a basso impatto ambientale che diventerebbe di 200 volte più basso rispetto ai sistemi tradizionali. Le piramidi sono composte da un materiale tale, da essere popolato da organismi e piccoli crostacei, creando nel tempo un effetto barriera corallina che potrebbe diventare un attrazione turistica”.

Gli impianti non saranno fissi, ma potranno essere spostati se con gli anni mutassero le esigenze geo-ambientali; vengono installati molto velocemente con speciali gru o con palloni gonfiabili che adagiano sul fondo le piramidi “seafriendly”. “Le installazioni di calcestruzzo – prosegue il tecnico – sono studiate per ridurre l’energia cinetica dell’onda trasformandola da onda erosiva in un onda ripasciva (che crea spiaggia). Il progetto è stato ideato attraverso un innovativo modello matematico che ha analizzato tutti gli effetti del moto ondoso e delle correnti sulla costa”.

Il territorio ingauno non presenta una uniformità di situazioni geologiche di costa, ci sono zone molto diverse e che necessitano di interventi diversificati: nella zona a ponente del fiume Centa è necessario solo un intervento di stabilizzazione (Euro 2.700.000,00), nella zona della foce del Centa si è studiato un intervento per evitare la dispersione della sabbia determinata dal moto del fiume ( Euro 1.000.000,00), nella zona centrale è necessario creare una linea di costa uniforme attraverso l’installazione degli impianti Tecnorif e limitati interventi di ripascimento (Euro 3.200.000,00).

La zona che necessità l’intervento più significativo è la zona di levante, dove c’è la linea ferroviaria a mare: l’intervento che può dare risultati (Euro 5.800.000,00) probabilmente non è compatibile con il piano di tutela regionale e dovrà essere rivisto. Il costo totale dell’investimento è stimato in 12.600.000,00 circa: soldi che il comune non ha, ma finanziabili – è la speranza di bagni marini e comune – dalla Comunità Europea.