Cronaca

Vada Sabatia, Burlando e Rambaudi ai lavoratori senza qualifica: “Non sono soli, obbligheremo l’azienda a formarli”

Pietra Ligure. Non solo i lavoratori di Fruttital hanno “approfittato” della presenza nel savonese di gran parte della giunta regionale all’inaugurazione della nuova passeggiata di Pietra per chiedere un incontro: oltre a loro era presente anche una delegazione di dipendenti della Rsa “Vada Sabatia” di Vado Ligure, finita al centro delle cronache per gli episodi di violenza sui pazienti all’interno del Nucleo 3D.

Nell’indagine sono finiti in manette 12 operatori, incastrati dalle immagini di alcune telecamere nascoste. E così tutta la struttura è finita nell’occhio del ciclone, con grande preoccupazione di tutto il personale. L’accorato appello è stato semplice: “Per 12 non possiamo rimetterci in 150”. Un dialogo fitto con gli esponenti della Regione, in mezzo ai festeggiamenti per l’inaugurazione, al termine del quale è stata l’assessore Lorena Rambaudi a riassumere la posizione della giunta regionale sulla questione.

Rambaudi ha garantito massima attenzione sul tema: “Dopo gli utenti e gli ospiti, i lavoratori sono la nostra priorità. Dopo le prime verifiche è emerso che ci sono parecchi operatori senza qualifica, quindi dovremo affrontare questo tema. Ai lavoratori abbiamo detto che cercheremo di accompagnarli in un percorso: è indubbio che non possono rimanere senza qualifica, credo che dovremo imporre all’azienda di pagare corsi di riqualificazione per le persone assunte senza la necessaria formazione”.

In pratica, dato che è impossibile “chiudere un occhio” sul fatto che ci siano Oss senza regolare titolo, l’unico modo per non farli licenziare è costringere Segesta ha pagare per loro i corsi di formazione che avrebbero dovuto fare prima dell’assunzione. Una soluzione che oggi le norme regionali permettono: “Già con l’assessore Rossetti, due anni fa, abbiamo previsto la possibilità che ci siano anche corsi validati poi dal pubblico ma gestiti privatamente, proprio perché i corsi pubblici erano insufficienti per far fronte alla richiesta di quella professionalità da parte del mercato. Quindi gli strumenti normativi ci sono: ora ci dev’essere la volontà dell’azienda di risolvere e compensare. Dopo quello che hanno ricevuto è il momento di dare: hanno avuto la convenzione, e quindi la fiducia del sistema pubblico, e oggi hanno dimostrato grosse carenze. Devono compensare”.

Rambaudi smentisce poi il rischio che, in una reazione a catena, emergano altre realtà composte da personale non qualificato. “Questa struttura era in scadenza di accreditamento, sarebbero state comunque fatte le verifiche a breve – spiega – Nelle strutture verificate l’anno scorso questo fenomeno non è emerso, se non in modo marginale. I nostri controlli continuano con le scadenze previste dalle norme, e anche su segnalazione: qualcuno si lamenta che sono troppi, queste situazioni dimostrano invece che evidentemente non sono ancora sufficienti”.